Papa Francesco: “La novità del Vangelo è totalizzante”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53

Nell'omelia di questa mattina a Santa Marta, Papa Francesco ha commentato un passo della prima lettera ai Corinzi di San Paolo. In essa, l'apostolo rimprovera i cristiani dalla “doppia vita” per la loro “immoralità”. 

Contro gli ipocriti

Il Santo Padre è tornato di nuovo a criticare chi vive la sua fede con ipocrisia: “Qualcuno può dire; 'Ma, padre, noi siamo deboli, siamo peccatori …'Ah, questa è un’altra cosa' . Se tu accetti di essere peccatore e debole, Lui ti perdona, perché parte della novità del Vangelo è confessare che Gesù Cristo è venuto per il perdono dei peccati. Ma se tu che dici di essere cristiano convivi con queste novità mondane, no, questa è ipocrisia. Quella è la differenza. E Gesù ci aveva detto nel Vangelo: 'State attenti quando vi diranno: il Cristo è lì, è là, è là …. Le novità sono questo: no la salvezza è con questo, con questo …'. Cristo è uno solo. E Cristo è chiaro nel suo messaggio“.

Novità mondana e quella di Cristo

Papa Francesco ha ricordato come ci sia una grande differenza tra la novità annunciata da Cristo e quella propria del mondo: “La novità del Vangelo, la novità di Cristo non è soltanto trasformare la nostra anima; è trasformare tutti noi: anima, spirito e corpo, tutti, tutto, cioè trasformare il vino, il lievito, in otri nuovi, anche tutto. La novità del Vangelo è assoluta, è totale; ci prende tutti, perché ci trasforma da dentro a fuori: lo spirito, il corpo e la vita quotidiana”. Il Santo Padre ha evidenziato la differenza: “E questa gente che vive delle novità che vengono proposte dal mondo è mondana, non accetta tutta la novità. C’è un confronto fra la novità di Gesù Cristo e le novità che il mondo ci propone per vivere“.

Il martirio

Essere cristiani non può essere una scelta semplice. Papa Francesco lo ha ricordato, dicendo: “La strada di coloro che prendono la novità di Gesù Cristo è la stessa di Gesù: la strada verso il martirio”. “Noi siamo in strada – ha concluso il Papa – e siamo guardati dal grande accusatore che suscita gli accusatori di oggi per prenderci in contraddizione”. 

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