Moscovici: “Sanzioni all'Italia? Possibili…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57

Non abbiamo nessun interesse a una crisi tra la Commissione e l'Italia, nessuno ha interesse. L'Italia é un Paese importante della zona euro. Ma non abbiamo nemmeno interesse a che l'Italia non rispetti le regole, perché il debito italiano resta esplosivo”. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, nel day after dell'accordo interno all'esecutivo Lega-M5s sull'impiego del 2,4% di deficit per finanziare la prossima manovra. 

Monito

Intervistato dalla tv francese Bfm Tv, Moscovici ha aggiunto che “al momento sembra che si tratti di un bilancio fuori” dalle regole Ue. “Non mi pronuncio sul contenuto del bilancio italiano, quello che dico è che ci sono delle regole. Pacta sunt servanda non sono regole stupide, sono regoli comuni per l'Italia, per la Francia e per tutta la zona euro. Se il debito pubblico aumena creiamo una situazione instabile“.

Sanzioni in arrivo?

Il commissario ha ricordato che il 15 ottobre, il bilancio italiano “arriverà nei nostri uffici che lo esamineranno e potremo rispondere: abbiamo tre possibilità, la prima è quella di dire che va tutto bene, la seconda con cui possiamo chiedere delle correzioni e la terza che è che non va bene per niente e quindi possiamo respingerlo. E' una possibilità prevista dai trattati”. Moscovici ha aggiunto che “le sanzioni sono teoricamente possibili, sono previste dal Trattato, ma io non sono nello spirito delle sanzioni. Continueremo il dialogo con il presidente del Consiglio, con il ministro delle Finanze, serve rispettare le regole, non è per noi che l'Italia deve farlo ma per se stessa. Sono convinto che non è nell'interesse dell'Italia andare avanti su un indebitamento ancora più grande. Perché alla fine sarà il popolo che pagherà il conto”. Moscovici ha aggiunto che “Il nostro dialogo con le autorità italiane comincerà da subito, da lunedi all'Eurogruppo e all'Ecofin, mi auguro che l'Italia sia capace di restare in questo spirito comune”. Il commissario ha ricordato che il 2,4% di deficit previsto dalla tabelle della nota di aggiornamento al Def del governo italiano “non è paragonabile al 2,8% previsto dalla Francia, per due ragioni: la prima è che il debito francese continua a ridursi mentre quello italiano continua a crescere. Lo stesso vale per il deficit strutturale francese che cala, mentre quello italiano aumenta. Non sono cifre comparabili“.

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