Mogherini: “Iran ha rispettato l'accordo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:14

Stiamo lavorando, come unione di 28 Stati membri e con il resto della comunità internazionale, per preservare un accordo nucleare che è stato finora pienamente attuato, come certificato dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) in 13 rapporti consecutivi. Lo facciamo a causa della nostra sicurezza collettiva: non vogliamo vedere l'Iran sviluppare un'arma nucleare, e il Jcpoa sta fornendo esattamente a tale scopo”. Lo ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Federica Mogherini, in una intervista ad Arab news.

Le ragioni europee

“Spesso sento dire che, su questo tema ha proseguito l'Europa è motivata principalmente da considerazioni economiche o commerciali – ha proseguito -. Questo non è il caso. Facciamo questo per evitare che un accordo di non proliferazione nucleare, che sta funzionando, venga smantellato e per prevenire una grave crisi di sicurezza in Medio Oriente“.

Cooperazione

Durante l'intervista, Mogherini ha affrontato un altro argomento caldo: la Brexit. “Non ho dubbi sul fatto che il nostro futuro sia uno stretto rapporto di collaborazione e cooperazione. Se guardate cosa è accaduto dal referendum sulla Brexit nel 2016 – ha spiegato – stiamo ancora prendendo decisioni unanimi sulle politiche estere, di sicurezza e di difesa. Abbiamo reagito in maniera unitaria all'attacco a Salisbury, in Inghilterra, all'inizio di quest'anno. Continuiamo a lavorare insieme quando si tratta di preservare l'accordo nucleare iraniano. E stiamo perseguendo obiettivi condivisi in Ucraina, Siria, Afghanistan, Myanmar e altrove”. Nei prossimi mesi, ha annunciato, “presenterò una proposta per un nuovo modo di collaborare con i paesi non Ue e le organizzazioni internazionali coinvolte nelle operazioni civili e militari dell'Ue, o che sono altrimenti associate alle nostre politiche di sicurezza e di difesa. Questo sarà anche una parte essenziale della nostra futura relazione con il Regno Unito. Cercheremo i modi per i Paesi non Ue di partecipare a progetti di difesa avviati nell'ambito del quadro di cooperazione strutturata permanente”.

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