L'opposizione turca accusa Erdogan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:40

Tra il dicembre 2011 e il gennaio 2012 alcuni familiari e collaboratori di Recep Tayyip Erdogan avrebbero trasferito circa 15 milioni di dollari a una società offshore, la Bellway Limited, nel paradiso fiscale dell'isola di Man, nel mar d'Irlanda.

L'accusa

Ad accusare il presidente turco è Kemal Kilicdaroglu, leader del maggiore partito di opposizione in Turchia, il Chp, sostenendo di avere “tutti i documenti delle transazioni finanziarie”. La sua denuncia giunge dopo giorni di polemiche con Erdogan, che aveva detto di essere pronto a dimettersi se fosse stato provato che avesse avuto “anche un solo centesimo all'estero“.

La società sospetta

Secondo quanto dichiarato da Kilicdaroglu, la Bellway Limited sarabbe stata fondata il primo agosto 2011 come società di comodo, con un capitale di appena una sterlina. Dopo un passaggio di mano della compagnia nel novembre dello stesso anno, sarebbero arrivati i presunti trasferimenti di denaro dalla cerchia di Erdogan: 3,75 milioni di dollari dal figlio Ahmet Burak; 3,75 milioni dal cognato Ziya Ilgen; 3,75 milioni dal fratello Mustafa; 2,25 milioni da Osman Ketenci, genero del figlio Burak; 1,5 milioni dall'ex assistente Mustafa Gundogan.

Scontro

“Io l'ho provato. Se sei un uomo d'onore, fai ciò che è necessario“, ha detto quindi Kilicdaroglu, invitando Erdogan a dimettersi. In un discorso davanti al gruppo parlamentare del suo Akp, il presidente è però tornato a respingere le accuse, definendo il Chp come “il principale partito traditore del Paese a causa” del suo leader. Nei giorni scorsi, Erdogan aveva anche querelato Kilicdaroglu per queste accuse, chiedendogli un risarcimento per danni morali di 1,5 milioni di lire turche (circa 320 mila euro). In passato Erdogan aveva già presentato diverse denunce contro i suoi avversari politici, salvo poi ritirarne gran parte dopo il fallito golpe del 2016 come segno di riconciliazione nazionale. 

Paradiso?

L’Isola di Man, situata nel Mare d’Irlanda, è una dipendenza della Corona britannica considerata da varie ong come un paradiso fiscale.

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