Istruzione, Trump rivede le regole di Obama

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:28

Prosegue a oltranza la forbice azionata nei confronti dell'amministrazione di Donald Trump verso quella precedente, con a capo Barack Obama. Il presidente americano ha infatti messo la parola fine alle direttive dell'ex inquilino della Casa Bianca in fatto di tematiche scolastiche (due, risalenti al 2011 e al 2016) incoraggiando scuole e università a non tenere conto del fattore della diversità etnica nel processo di ammissione agli istituti. Una politica dell'era Obama, utilizzata per equiparare le appartenenze etniche in college e atenei degli Stati Uniti e che, ora, potrebbe essere accantonata per far posto a nuovi criteri di selezione. A darne l'annuncio è stato l'Attorney general, Jeff Sessions: “Il popolo americano merita di essere ascoltato e merita un governo che sia responsabile nei loro confronti: quando passano dei regolamenti, le agenzie federali devono attenersi ai principi costituzionali”.

L'annuncio di Sessions

Va detto che, almeno per il momento, la fine alle direttive di Obama è solo su un piano teorico e gli istituti che ritengono coerenti tali normative potranno continuare a utilizzarle. Nessuna modifica ufficiale dunque ma, di sicuro, una presa di posizione piuttosto netta che scava un solco decisamente profondo con il vecchio governo democratico e che, a ben vedere, potrebbe ricevere qualche attenzione particolare con l'imminente addio del giudice della Corte suprema Anthony Kennedy: “Nelle precedenti amministrazioni – ha detto ancora Sessions – le agenzie spesso cercavano di imporre nuove regole al popolo americano senza alcun preavviso pubblico o possibilità di commenti, semplicemente inviando una lettera o pubblicando un documento di orientamento su un sito Web. E' sbagliato, e non è un buon governo”.

Il dissenso

L'esternazione del governo Trump, secondo quanto riferito dal 'Wall Street Journal' e poi confermato dal Dipartimento dell'istruzione alla Cnn, sarebbe scaturita dalla protesta (risalente al 2014) di alcuni studenti di Harvard, i quali hanno accusato l'ateneo di discriminare le aspiranti matricole di origine asiatica nei percorsi di ammissione. Una vicenda sulla quale il ministero della Giustizia ha aperto una indagine per verificare la veridicità dell'esistenza di eventuali. Nel frattempo, a ogni modo, la portavoce dell'Università di Harvard, Melodie Jackson, ha confermato alla Cnn che l'ateneo proseguirà nell'adozione della direttiva che vede nell'etnia un possibile fattore, fra i tanti, che possono essere presi in considerazione in fase di ammissione, come avviene peraltro da 40 anni a questa parte. E, assieme all'università di Boston, anche altri enti e istituti hanno difeso la vecchia posizione. Il tutto, naturalmente, in attesa di capire chi sostituirà il giudice Kennedy e se, davvero, l'affermazione del governo Trump possa mutarsi in qualcosa di più concreto.

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