Eurozona, la Bce prepara lo scenario per il dopo Grecia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:15

Oggi si riunisce a Bruxelles l’Eurogruppo per valutare la richiesta della Grecia di estendere gli aiuti. Quello di oggi sarebbe dovuto essere un vertice decisivo, ma l’intesa ancora non c’è. Infatti, nonostante alcune aperture tedesche, la Germania rimane ferma sulle proprie posizioni e nonostante i passi in avanti della Grecia il portavoce di Angela Merkel ribadisce: “Quello che nella sostanza è stato formulato nella lettera di Atene non è sufficientem e su questo il governo tedesco è unito”. Ma il secco “nein” di Schaeuble sembra che si sia un po’ ammorbidito dopo la telefonata di ieri tra Alexis Tsipras e Angela Merkel, e l’accordo sembra più vicino. Non c’è più un muro contro muro, infatti nonostante la richiesta di ulteriori garanzie, fa sapere la Merkel che con la sua proposta Varoufakis “chiarisce che la Grecia è interessata a un aiuto europeo”, e questa è una buona base per i negoziati. Anche perché la cancelliera aveva comunicato fin dall’inizio che “l’obiettivo era che la Grecia resti nell’Euro”, e che cercheranno di perseguire questa strada. Come, ancora non si sa, aspetteremo comunque la fine del vertice dell’Eurogruppo per vedere i risultati.

In queste ore anche altri governi europei hanno reso pubblica la loro posizione sui contenuti delle richiesta greca, che sarà esaminata dall’Eurogruppo: la Finlandia – solitamente allineata con Berlino nella linea del rigore – ha sottolineato che “uno spiraglio si è aperto per l’accordo” mentre l’Austria ha precisato che la richiesta greca «deve rispettare tutte le condizioni» del piano di salvataggio. «Possiamo discutere un nuovo programma con nuove condizioni – ha detto il ministro delle Finanze Hans Joerg Schelling – ma l’attuale programma dev’essere completato». Persino il governo di Lisbona insiste sulla necessità che Atene rispetti in pieno le condizioni previste dall’attuale piano di salvataggio mentre il ministro delle Finanze britannico Osborne ammonisce che lo stallo nei negoziati tra la Grecia e l’Ue rischia di far esplodere una nuova crisi che «provocherebbe un danno serio all’economia europea» e quindi è «necessario che l’Eurozona trovi una soluzione comune».

Intanto il premier greco Tsipras si dice “certo” che la richiesta di un’estensione di sei mesi degli aiuti possa essere accettata, malgrado le obiezioni tedesche, e invita tutti a sottoscivere una “storica decisione politica”. Continua dicendo di aver fatto tutto il possibile per arrivare ad una soluzione che rispetti sia le regole europee che i risultati elettorali. Per il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem la situazione è “molto complicata” e sta cercando di trovare una soluzione durante le riunioni bilaterali. Anche perché ancora più duro è l’intervento del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, secondo cui un ritorno della Grecia a un normale rifinanziamento delle sue banche è legato al rispetto di determinate condizioni: “La lettera è completamente vaga e la comunicazione dei greci è del tutto diversa a seconda del periodo e del destinatario”. La Commissione Ue, però, prova a ricomporre la frattura: “Siamo fiduciosi che un accordo sia possibile nel futuro prossimo se tutti sono ragionevoli, ma è probabile che sia necessario più lavoro” ha spiegato il portavoce Margaritis Schinas.
Il futuro di Atene è appeso a un filo, la Grecia, infatti, si prepara alla richiesta di convocazione di vertice Ue nel caso fallisse l’Eurogruppo di oggi. Ma il ministro delle finanze Varoufakis dice di sperare fortemente in una fumata bianca, perché il suo Paese è andato molto incontro all’Europa, si augura che gli altri 18 facciano altrettanto.

Intanto, secondo un’anticipazione del settimanale tedesco Spiegel, la Bce si starebbe addirittura preparando allo scenario di un’uscita della Grecia dall’euro. All’Eurotower si stanno studiando dei piani per poter tenere insieme il resto dell’eurozona, stando al magazine, nel caso in cui non si trovasse un accordo con Atene. Sempre secondo lo Spiegel il Fondo Monetario Internazionale ritiene che l’eventuale uscita della Grecia dall’eurozona sia sostenibile per i Paesi della moneta unica. Per gli analisti americani un Grexit costerebbe ad Atene più che continuare la via delle riforme.

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