Ecco la difesa di Cambridge Analytica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:00

Non abbiamo hackerato Facebook, né infranto le leggi, non abbiamo influenzato il referendum sulla Brexit, raccogliamo dati solo con il consenso informato, stiamo conducendo una indagine indipendente per dimostrare che non possediamo alcun dato, condivideremo i risultati di questa indagine non appena li riceveremo”. Questa la difesa di Cambrige Analytica, la società accusata dello scandalo privacy che sta agitando Facebook e Mark Zuckerberg

Difesa

Nella sua versione della vicenda, Cambridge Analytica spiega di aver ricevuto i dati in licenza dalla società di ricerca Gsr (General Science Research) “che li ha ottenuti legalmente tramite uno strumento fornito da Facebook. Centinaia di aziende di dati hanno utilizzato i dati di Facebook in modo simile. Per essere chiari – aggiunge – Cambridge Analytica non ha raccolto o condiviso illegalmente o in modo inappropriato dati con nessun altro. Cambridge Analytica non ha infranto i regolamenti Fec”. Nella sua difesa in 10 punti, la società spiega inoltre, che “non ha utilizzato i dati Gsr o derivati di questi dati nelle elezioni presidenziali statunitensi” e che le “affermazioni secondo cui – aggiunge – abbiamo utilizzato i dati Gsr per la campagna Trump sono semplicemente false. Cambridge Analytica ha fornito sondaggi, analisi dei dati e marketing digitale per la campagna di Trump”.

Messaggi privati

Secondo il New York Times tra i dati condivisi nello scandalo ci sarebbero anche messaggi privati, non solo dati dei profili pubblici. “Un piccolo numero di utenti”, riporta il quotidiano, ha ricevuto la notifica dal social network di essere stati impattati dal caso. Facebook ha iniziato a spedire gli “alert” da lunedì 9 aprile e ha lanciato sulla sua piattaforma uno strumento, accessibile a tutti gli utenti, per capire se e quali loro informazioni sono state condivise. Nella notifica, riporta il Nyt, “Facebook ha spiegato che le informazioni raccolte erano limitate a quello che gli utenti avevano pubblicato sui profili pubblici, ma un 'piccolo numero di persone' ha anche condiviso messaggi”. Secondo il Nyt, “Facebook non ha specificato quanti messaggi di persone sono stati raccolti“, il social ha spiegato “che sta ampliando il suo spettro il più possibile nella notifica agli utenti”.

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