Corruzione, il marito è rinviato a giudizio. Si dimette Ana Mato, ministro della Salute spagnolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:22

Il ministro della Sanità, Servizi Sociali e Uguaglianza Ana Mato, ha annunciato ieri le sue dimissioni dopo che il giudice Pablo Ruz ha espresso il volere che venga giudicata come “partecipe a scopo di lucro” ai presunti crimini del suo ex marito nel caso Gürtel. In un comunicato il ministro ha dichiarato che si è dimessa per “non pregiudicare né il Governo né il suo partito”.

Anche se non risulta essere imputata, il magistrato ha proposto che la Mato venga giudicata per la sua partecipazione, anche se inconsapevole, alla rete di corruzione. Si ritiene infatti che il ministro e i suoi figli, abbiano usufruito di regali e viaggi per un valore di almeno 36.688 euro che la rete pagò al suo ex marito e ex sindaco di Pozuelo de Alarcòn (Madrid), Jesùs Sepulveda, in cambio di contratti pubblici tra gli anni 2000 e 2005.

Secondo una stima, si calcola che Sepulveda abbia ricevuto dall’organizzazione, capeggiata da Francisco Correa, un minimo di 732.00 euro (tra denaro, viaggi, regali e veicoli). Soraya Sàenz Santamaria, vicepresidente, ministro della presidenza e portavoce del Governo, prenderà il posto della Mato, già che non è prevista l’elezione di un successore per il ministero della sanità fino alla prossima settimana.

Nel caso in cui il marito venga condannato, il ministro Ana Mato – in qualità di partecipe a scopo di lucro – dovrà restituire tutto il denaro di cui beneficiò, anche se estranea ai fatti. La Mato ha concluso il suo comunicato affermando che è stato per lei un onore servire la Spagna e ringraziando “specialmente il presidente del Governo, Mariano Rajoy, così come i membri del Consiglio dei Ministri e tutti i compagni del mio partito”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.