CASO CUCCHI, INCHIESTA SULL’OPERATO DEI CARABINIERI: MARESCIALLO DELL’ARMA INDAGATO PER FALSA TESTIMONIANZA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:45

Una nuova svolta sulle indagini per il caso Cucchi, il geometra trentenne deceduto il 22 ottobre del 2009, sei giorni dopo l’arresto per droga. Delle novità sarebbero emerse dall’inchiesta bis della Procura di Roma sul decesso del giovane. L’ex vice comandante della stazione di Tor Sapienza, il maresciallo Roberto Mandolini, non avrebbe detto la verità al processo d’Appello. La procura infatti ha trovato delle discrepanze tra i fatti accertati e la deposizione contro i medici del Pertini e la polizia penitenziaria.

Il reato per cui ora è indagato il maresciallo Mandolini è quello di falsa testimonianza. La sua deposizione sulle perquisizioni domiciliari nei confronti di Stefano Cucchi e sulle ragioni del mancato foto-segnalamento del ragazzo sarebbe in contraddizione con i fatti accertati.

“Ho la sensazione che si stia arrivando alla verità sulla morte di mio fratello”, ha dichiarato la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi che, insieme al suo legale, lunedì incontrerà il procuratore Pignatone. Inoltre nel mirino dei pm romani ci sono anche altri due carabinieri, Alessio si Bernardo e Raffaele D’Alessandro. E’ la prima volta che i militari dell’Arma sono al centro dell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. Le nuove indagini della Procura sono state avviate sulle indicazioni di falsa testimonianza di Mandolini fornite dal presidente della Corte d’Appello, oltre che dopo il nuovo esposto della famiglia Cucchi.

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