Accadde oggi: nel 1874 nasceva Guglielmo Marconi (AUDIO)

Il valore sociale della radio, il più grande mezzo di comunicazione mondiale

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Guglielmo Giovanni Maria Marconi nasce a Bologna il 25 aprile del 1874 (muore a Roma, il 20 luglio 1937). Inventore della telecomunicazione a distanza, ovvero della telegrafia senza fili, porta allo sviluppo della radio e della televisione, ma in generale è stato alla base di tutti i metodi di radio comunicazione. Marconi fu questo e tanto altro, Interris.it per capire qual è il valore sociale della radio oggi ha incontrato Luca Collodi, capo redattore di Radio Vaticana Italia.

Chi era Marconi e che cosa rappresenta oggi?

“Marconi era un genio per gli esperimenti da lui messi in campo. Tutti, infatti, lo ricordano come tecnico e scienziato, ma io vorrei ricordare che è stato anche un grande giornalista perché ha messo tutti noi nella condizione di comunicare al meglio. Dico questo perché Marconi con l’invenzione della radio ha offerto al mondo la comunicazione. Lo stesso ha contribuito a costituire anche la Radio Vaticana, offrendo questa grande tecnologia a tutto il mondo per favorire una comunicazione non invasiva perché la radio informa, fa sognare, fa compagnia nei momenti in cui viaggi, nei momenti in cui sei in casa o sei solo e vuoi compagnia. La radio ha rappresentato un’invenzione che ha cambiato la nostra vita e che ci accompagna tutt’ora nonostante l’era digitale e il boom di internet”.

“Video killed the radio star”, il video uccide la radio, è solo una canzone o è la verità?

“Questa era una canzone, tra l’altro molto bella e scritta in un periodo in cui la radio aveva un suo ruolo sociale. Io direi che oggi la radio non è stata uccisa dal video, anzi è più viva che mai e vorrei utilizzare il termine ‘immortale’ per definirla al meglio. La radio sa trasformarsi, è passata dalla radio analogica alla radio digitale, il dab e naturalmente continua a svolgere il suo ruolo sociale senza timore e senza temere le innovazioni tecnologiche. Piuttosto le nuove tecnologie non sanno far altro che rafforzare la radio sia nell’ascolto tradizionale della cara vecchia radio, che tutti noi abbiamo in macchina o a casa, ma anche nelle nuove tecnologie, nei social. Oggi, infatti, è possibile ascoltare la radio su face book o sul web”.

Il digitale è una sfida vinta?

“É una sfida stra-vinta da parte della radio. La radio sicuramente continua nella sua tradizione analogica con la vecchia cara FM. Ci sono ancora tante emittenti che trasmettono in onde medie ed altre emittenti, a livello internazionale, che trasmettono in onde corte: basta pensare alle grandi distanza in Africa o in America Latina, lì, questi, sono ancora strumenti molto utilizzati. Anche negli Stati uniti ci sono radio in onde medie come noi oggi abbiamo la radio in modulazione di frequenza; la novità è che la radio viaggia anche in digital tramite il dab (digital radio broadcasting) perché ha una migliore qualità audio. Così in Europa e in tutto il mondo si sta sperimentando questa nuova tecnologia che si predilige e che da quest’anno è diventata obbligatoria. Molte macchine, che sono in commercio, sono già dotate dell’autoradio fb e del dab che non è altro che l’fm digitale. Questo naturalmente aumenta anche i servizi perché il dab oltre a farti ascoltare la radio, in parte te la fa anche vedere perché puoi far passare comunicati sul traffico, pubblicità, le ultime notizie, puoi comunicare in modo non invasivo con la persona che ascolta la radio”.

Qual è il valore dell’informazione religiosa trasmessa tramite la radio? 

“La radio ha una grande importanza importanza anche nella comunicazione religiosa e in questa fase di pandemia rappresenta l’occasione per creare comunità. La compagnia oggi è importante quando siamo a casa, quando siamo preoccupati, quando magari ci nasce anche un po’ di incertezza e di paura. La Radio, però, come può essere la Radio Vaticana, e le altrettante radio, sono importanti non solo per la compagnia ma anche per il messaggio di speranza che possono far veicolari. Per esempio, della pandemia oggi si parla sempre in termini di morti, contagi e ripartenze, finanziarie ed economiche, ma si dimentica l’uomo. Le radio religiose, e la Radio Vaticana in particolare, come dice il Papa “parla direttamente all’uomo e dà speranza direttamente al cuore dell’uomo”. Questo naturalmente è un ruolo importante che non tutte le radio fanno, ma che Radio Vaticana e le altre radio comunitarie riescono a fare. Questo significa fare compagnia, significa fare comunità, significa stare vicini alle persone anche per pregare insieme ed avere un senso religioso più attivo”.

 

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