Telemedicina per non lasciare soli i malati. Testimonianze sulla sanità digitale

Visitare, curare e assistere da remoto i pazienti è la sfida che la pandemia ha lanciato alla sanità. Modena, Roma e Ancona: tre esperienze di innovazione tecnologica al servizio dei fragili

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Telemedicina
Immagine generica di Pixabay

Telemedicina per non lasciare indietro nessuno. L’emergenza Covid ha reso necessario un ripensamento del modello assistenziale. E l’innovazione tecnologica può contribuire a una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria. In particolare sostenendo lo spostamento del fulcro dell’assistenza sanitaria. Dall’ospedale al territorio. Attraverso modelli assistenziali innovativi. Incentrati sul cittadino. Facilitando l’accesso alle prestazioni sul territorio nazionale.

Sì alla telemedicina

La telemedicina tra presente e futuro. Si chiude oggi il congresso a Modena. Tr confronti via web. E conferenze con esperti da tutta Italia. Si tratta del primo congresso nazionale della Società italiana di telemedicina. E si svolge con modalità telematiche. Per fare il punto sulla situazione della telemedicina. E per contribuire all’estensione delle linee guida nazionali sul tema. L’obiettivo è condurre la telemedicina oltre l’emergenza Covid. Affinché diventi la pratica clinica del futuro. Nell’ambito del sistema a rete. Tra ospedali di terzo livello e territorio. Il congresso (300 iscritti da ogni regione) raccoglie imprese. Mondo della ricerca. E sanità. Sotto l’egida dell’Istituto Superiore di Sanità. E vede la presenza di Francesco Gabrielli,. Direttore del Centro nazionale Iss per la telemedicina. E le nuove tecnologie assistenziali.

Nuovo Ssn

La sanità digitale. La telemedicina. L’innovazione tecnologica. “Sono un pezzo essenziale del nuovo Servizio sanitario nazionale. E’ questo il disegno che dobbiamo mettere in campo“, spiega il ministro della Salute Roberto Speranza. La piattaforma Tech2Doc è il progetto della fondazione Enpam. Offerto gratuitamente a tutti i medici e odontoiatri iscritti. Costruito per fare formazione e informazione sui temi dell’innovazione. Nuove tecnologie a supporto della pratica medica. A cura dell’ente di previdenza. “L’emergenza Covid-19 sta orientando il sistema nel suo insieme (pubblico e privato) a fare ricorso alla telemedicina. In modo sempre più sistematico- puntualizza a Interris.it il professor Antonio Gasbarrini. Aggiunge il direttore del Dipartimento di scienze gastroenterologiche al Policlinico Gemelli di Roma: “Si tratta ora di organizzare il nostro lavoro. Per gestire la parte tradizionale delle visite alle persone in ambulatorio e in ospedale con quelle a distanza”. Il primo incontro “de visu”. Poi controlli da remoto.Telemedicina

Sotto controllo

Puntualizza il professor Gasbarrini: “Soprattutto in situazioni di emergenza come la ripresa de contagi, la telemedicina diventa indispensabile. Per mantenere sotto controllo un elevato numero di pazienti senza doverli per forza ospedalizzare”. Aggiunge il professor Gasbarrini: “Seguire le persone da remoto permette di allentare la pressione sulle strutture sanitarie già in una condizione normale. Ed è una scelta strategica irrinunciabile nelle fasi acute della pandemia. E’ questo il momento giusto per puntare in maniera netta e convinta sulla telemedicina”.

Da remoto

il professor Roberto Trignani dirige il reparto di  neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Afferma Trignani: “I video-consulti o teleconsulenze permettono verificare le condizioni di un malato cronico a domicilio. Per il momento in Italia la legge non consente di prescrivere a distanza le terapie. Sulla spinta della pandemia, è auspicabile un’evoluzione che favorisca un potenziamento dei monitoraggi da remoto delle condizioni di salute. Attraverso una strumentazione fornita a domicilio al paziente. Un cardiologo, per esempio, può così controllare il tracciato di un elettrocardiogramma. Attraverso strumenti dati in dotazione al paziente. E verificati dallo specialista nella propria postazione”. Telemedicina

Videoconsulti

Racconta a Interris.it il professor Trignani: “Faccio molti videoconsulti. I nostri direttori sanitari sono sensibilizzati ad attrezzarci sempre meglio. Con tecnologie e software che consentono  la domiciliazione precoce dei pazienti ospedalieri. Appena siano escluse complicazioni. Sono persone ancora non domiciliabili in condizioni ordinarie. Ma che attraverso la telemedicina possono essere seguite presso la loro abitazione. Nell’evoluzione del loro quadro clinico. Anche con il supporto della medicina di territorio. In questo modo il paziente resta in contatto con il medico ospedaliero e ha un riferimento costante attraverso i videoconsulti”.

 

 

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