Telefono Azzurro: “La scomparsa invisibile che fa rumore”

Il passaggio dei bambini dai confini dell'Ucraina verso l'Europa ha portato all'entrata nell'area Schengen di tante situazioni talvolta di grande fragilità e sofferenza

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Il professore Ernesto Caffo, fondatore di Telefono Azzurro

Dagli ultimi dati del Ministero dell’Istruzione, più di 22 mila bambini ucraini si trovano oggi sui nostri banchi di scuola. I minori stranieri non accompagnati rappresentano una categoria significativa. Secondo i dati del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante il 2021, gli ingressi solo nel territorio italiano sono stati di 16.575 bambini e adolescenti. In base a quello che emerge dal dossier di Telefono Azzurro, nel 2021 oltre la metà dei casi gestiti (57%) ha riguardato casi di “missing children in migration“.telefono

Telefono solidale

Sono oltre tre milioni i minori che fuggono dalla guerra in Ucraina. Ma non si sta facendo ancora abbastanza. Per proteggerli dai rischi elevatissimi di essere vittime di tratta e sfruttamento. Occorre attivare una rete europea coordinata. Che favorisca l’ascolto e il benessere mentale di bambini e adolescenti. Per garantire loro il supporto psicologico dovuto. Per questo, Telefono Azzurro si è mobilitata in occasione della “Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi”. E ha organizzato il convegno “Sui bambini non si tratta. La scomparsa invisibile che fa rumore”. L’incontro si è svolto nella capitale. Alla Sala Capitolare nel chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva. telefono

Scomparsa

All’evento è stato presentato anche il dossier “Sui bambini non si tratta”. Da cui emergono dati importanti sul fenomeno. Sia a livello internazionale. Sia a livello italiano. Nel 2021 sono state rilevate oltre 17.000 denunce di scomparsa in Italia. Di questi 8.833 riguardano soggetti ancora da ritrovare. Spiega il presidente del Telefono Azzurro, professor Ernesto Caffo: “La scomparsa dei bambini rappresenta una delle piaghe più drammatiche della nostra società. Ed è un tema che si è allargato negli ultimi anni. Soprattutto oggi con i bambini che fuggono dalla guerra. Quello che è successo durante le prime ore di questa crisi lo paghiamo. Come una ferita di conoscenza. Il passaggio dei bambini dai confini dell’Ucraina verso l’Europa ha portato all’entrata nell’area Schengen di tante situazioni. Talvolta di grande fragilità e sofferenza.telefono

Soluzioni

“A fronte di tutto ciò è necessario trovare delle risposte– osserva il professor Caffo-. E questo può avvenire solamente in un modo. Attraverso il coordinamento delle istituzioni pubbliche. Delle associazioni no profit E degli enti locali”. Durante il convegno sono state approfondite varie questioni. Con esperti nazionali e internazionali. Tra i problemi estremamente urgenti. Quali la ricerca dei minori scomparsi e l’attraversamento dei confini. In contesti di guerra da parte di minori non accompagnati. In questi ultimi mesi, l’invasione dell’Ucraina ha inciso sulla piaga. Portando a un conseguente massivo flusso transfrontaliero di donne e bambini. Esponendoli maggiormente al rischio di essere vittime del sistema della tratta. Una questione che richiede urgente coordinamento. E confronto a livello nazionale ed europeo. Al fine di poter creare strumenti efficaci a tutela dei minori.telefono

Coordinamento europeo

“Il tema dell’incertezza è estremamente grave. Le famiglie ucraine e i bambini vivono in un clima di forte incertezza e attesa– sostiene il professor Caffo-. Questo richiede una strategia nazionale ed europea. Motivo per cui oggi Telefono Azzurro sarà presente a Varsavia. Sotto l’egida della Società Mondiale di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Nonché di vari organismi internazionali. Per costruire insieme un percorso di aiuto a questi bambini”. In modo coordinato europeo. “Quello che dobbiamo pensare è quali sono oggi le esigenze di queste comunità. E quali sono dall’altra parte le possibilità che abbiamo. Per migliorare la nostra capacità d’intervento– evidenzia Caffo-. L’approccio di Telefono Azzurro da sempre è orientato a un ascolto costante. Che però possa convertirsi in un’azione concreta. Dobbiamo anche pensare al sostegno psicologico di questi bambini. Che dovranno affrontare nuove situazioni. Come l’ingresso a scuola. E in comunità diverse da quelle in cui sono cresciuti”.

Guerra e insicurezza

Oggi l’attenzione soprattutto della comunità ucraina è quella di pensare ai bambini. Sia per quanto riguarda la loro tutela e la loro sicurezza. Sia per quanto riguarda i traumi che hanno e stanno subendo”. Grazie al Numero Unico Europeo per i Bambini Scomparsi – 116000 – è stato possibile avere un quadro della situazione attuale. Sono oltre 6 milioni i rifugiati in fuga dall’Ucraina. La metà dei quali bambini. Gli sfollati interni sono, invece, più di 8 milioni. Con picchi di flusso verso due destinazioni. Ossia Polonia e Romania. L’Italia  ha visto arrivare quasi 120 mila persone in fuga dal conflitto. Di cui quasi 40 mila bambini. La scomparsa di bambini e adolescenti è un tema centrale della crisi ucraina. L’emergenza sta avendo un effetto a catena. Con implicazioni nei paesi di confine. E anche a molta distanza. I dati internazionali e nazionali fanno comprendere l’entità della questione. Analizzando anche come gli arrivi in Italia siano in crescita giorno per giorno. Fino a toccare diverse categorie vulnerabili.

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L’arcivescovo Francesco Massara con i bambini dell’oratorio

 

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