Quando un sorriso cambia la vita: la storia del piccolo Marco

Una storia toccante di una famiglia che ha trovato nelle Smile Houle della Fondazione Operation Smile Italia Onlus un punto sicuro, professionalità e competenza

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Foto di Margherita Mirabella

L’esplosione della pandemia di coronavirus che ha prepotentemente sconvolto le nostre vite, ha causato una serie di effetti collaterali in molti ambiti. A causa della critica situazione che ha interessato i nostri ospedali, e per tener libero il maggior numero di letti possibili per i malati Covid-19, nei mesi del lockdown sono state rimandate tutte le operazioni chirurgiche non strettamente indispensabili, le attività ambulatoriali non urgenti, e più in generale, le prestazioni procrastinabili. In una circolare del ministero della Salute si legge: “Al verificarsi del primo caso indice, ovvero al primo caso confermato di Covid-19 in una determinata area, che viene intercettato dalle autorità sanitarie e di cui non si conosce la fonte di trasmissione o comunque non sia riconducibile a zona già colpita, l’autorità competente determina la rimodulazione dell’attività chirurgica elettiva“.

Quando un intervento cambia la vita

Nell’attività chirurgica elettiva rientra anche il raggio di azione della Fondazione Operation Smile Italia Onlus. Molti dei medici volontari della Fondazione sono stati impegnati in prima linea, negli Ospedali dove svolgono la loro attività professionale, nella lotta contro il virus e anche i centri di cura Smile House hanno dovuto sospendere le attività non urgenti. Curare un bambino nato con una malformazione al volto, come il labbro leporino o la palatoschisi, forse, potrebbe essere considerata attività chirurgica elettiva, ma sicuramente può cambiargli la vita. Dopo la risposta immediata all’emergenza Covid-19, gli operatori sanitari della Fondazione si sono subito rimessi in moto tenendo presente tre parole “tempestività, qualità e sicurezza”“Alcuni trattamenti non possono aspettare. Non appartengono all’emergenza, ma non possiamo andare oltre. Oltre un certo tempo rischiamo che i nostri bambini non ricevano le cure in maniera tempestiva, adeguata a minimizzare gli effetti della malformazione. Abbiamo una finestra temporale entro cui possiamo intervenire e non possiamo permetterci di mancarla” queste le parole del Dott. Domenico Scopelliti, Vicepresidente Scientifico della Fondazione Operation Smile Italia Onlus.

L’ultimo week end clinico

Il 23esimo weekend clinico si è svolto – con un percorso totalmente Covid-free – alla Casa di Cura Parioli il 29 e il 31 maggio 2020. Marco, Ciro, Alessio e Damiano non potevano più aspettare. Questi quattro piccoli, tutti con età inferiore ai 2 anni, dovevano essere operati al più presto. “Abbiamo bisogno di immaginare un futuro di convivenza con questo virus e di immaginarlo attraverso progetti come questo che sicuramente presuppongono un impegno maggiore, di attenzione e di responsabilità, nei confronti dei pazienti e degli operatori, si tratta di acquisire un nuovo modo di concepire la salute globale”, ha dichiarato il dott. Scopelliti.

La testimonianza

Non c’è cosa più bella per un papà e una mamma della gioia dell’attesa del loro figlio, anche se è il terzo. Un’emozione che è stata un po’ offuscata dalla diagnosi di labioschisi, con il sospetto che anche il palato fosse compromesso, arrivata ad agosto durante l’ecografia morfologica. Mamma Manuela e papà Francesco, giovane famiglia di Locri, dopo un primo momento iniziale di smarrimento, hanno contattato la Smile House di Roma. L’Organizzazione aveva catturato da subito il loro interesse per l’umanità e la sensibilità con cui si occupa di una patologia sconosciuta a molti. La visita prenatale aveva confermato la diagnosi di labioschisi, ma non quella di palatoschisi. Non essendoci altre criticità, Manuela poteva tranquillamente partorire a Locri, vicino alla famiglia. Con la nascita di Marco a dicembre è arrivata anche la bella notizia: il palato era integro. La mamma racconta la felicità di medici ed infermieri in sala operatoria nello scoprire che il bambino aveva solo il labbro compromesso.

Il coronavirus che stravolge i piani

L’intervento chirurgico per il piccolo Marco era programmato per aprile 2020 ma, a causa del Coronavirus, molte prestazioni sanitarie vengono rallentate. Come ribadisce il Dott. Domenico Scopelliti, “alcune cure non possono aspettare. Solo un intervento tempestivo, infatti, può ridurre i rischi di conseguenze funzionali ed estetiche e permettere ai nostri medici di garantire i migliori risultati”. “Riabbracciare il nostro piccolo Marco dopo l’intervento è stato uno dei momenti più emozionanti della nostra vita”, ha detto mamma Manuela. 

Un piccolo gesto per un grande sorriso

Per sostenere le attività di Operation Smile Italia Onlus è possibile fare una donazione: per ogni euro devoluto alla Fondazione 71 centesimi saranno utilizzati per curare ogni paziente con una malformazione in Italia e nel resto del mondo; 21 centesimi per raccogliere altri fondi; 8 centesimi per sostenere le attività della Onlus. E‘ possibile donare alla Fondazione anche il 5×1000tutte le info cliccando qui.

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