Le ferite che non si vedono. Allarme per i danni mentali della pandemia (+50% di richieste di aiuto)

Per la prima volta la salute mentale supera il cancro e diventa il secondo problema di salute percepito, subito dopo il Covid

mentale

La pandemia ha accresciuto il disagio psicologico. E’ l’onda lunga dell’emergenza Covid sulla salute mentale. Il 20% degli italiani presenta sintomi clinicamente significativi di disturbo post-traumatico da stress (Ptsd). In relazione a esperienze legate alla pandemia. Mentre il 28% riporta sintomi ossessivo-compulsivi che disturbano e interferiscono con il loro funzionamento quotidiano. A confermare la gravità della situazione è David Lazzari. Secondo il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi “il disagio psicologico è una pandemia”. E per affrontarla serve un cambio di passo. E cioè “una politica sanitaria nuova. In grado di superare i blocchi tra prevenzione e cura. Tra assistere, promuovere e potenziare. Tra sanità e sociale. Tra pubblico e privato”. Il disagio psichico richiede una strategia articolata. E va affrontato “con umanità, efficacia ed equilibrio costo-benefici“. Occorre, quindi, intervenire “a monte e non solo a valle delle situazioni“.pandemia

Stress da pandemia

“E’ la dimensione psicologica che ci rende persone e non solo corpi– sottolinea il professor Lazzari-. La psiche è decisiva per i nostri percorsi di sviluppo e di realizzazione. Per la qualità delle scelte. Delle relazioni. Della convivenza. E del nostro stare nel mondo. Per affrontare le sfide. E per la nostra salute”. Dunque “ritmi e tempi sempre più incalzanti. Il venir meno di contenitori e spazi tradizionali. Il ruolo delle tecnologie”, evidenzia Lazzari. Tutto ciò ha reso “decisivo il ruolo e il peso della psiche individuale“. Proprio mentre essa risulta “più fragile e sofferente”. Uno studio della London School of Economics ha dimostrato come ogni sterlina investita per potenziare la resilienza psicologica ne produce otto in resa lavorativa e risparmi sanitari. L’Oms, infatti, sollecita una rete psicologica pubblica per la prevenzione delle forme di disagio. Attraverso programmi individuali e collettivi. Nella scuola. Nei contesti sanitari, welfare e lavoro. In Italia la pandemia ha aumentato quasi del 50% le richieste di aiuto psicologico. Il disagio riguarda tutte le fasce di popolazione. Bambini, adolescenti, giovani, adulti e anziani.pandemia

Percezione del problema

Ora, per la prima volta, la salute mentale supera il cancro. E diventa il secondo problema di salute percepito a livello internazionale. Subito dopo il Covid-19. Oltre un italiano su due dichiara di pensare spesso al proprio benessere mentale. Con un aumento di 4 punti rispetto al 2021. L’80% degli italiani afferma che la salute mentale e quella fisica sono ugualmente importanti. Ma è soltanto il 40% a percepire che il sistema sanitario le attribuisca la stessa importanza. In generale, i problemi di salute mentale sono avvertiti maggiormente dai più giovani. Dalle donne. E dalle famiglie a basso reddito. Gli effetti dello stress sono i problemi di salute mentale segnalati più frequentemente. Uno studio internazionale di Ipsos indaga le opinioni dei cittadini riguardo la propria salute mentale e fisica. Rivelando le percezioni sull’importanza attribuita dal sistema sanitario del proprio Paese. Un focus, dunque, sui principali problemi di salute che le persone intervistate in 34 Paesi devono affrontare oggi.pandemia

Sos salute mentale

Il 36% degli intervistati si preoccupa della salute mentale. Un dato in aumento di 5 punti rispetto al 2021 (31%). Superando per la prima volta il cancro (34%). E diventando il secondo problema di salute percepito a livello internazionale. Subito dopo il Covid-19 (47%). Il 55% degli italiani dichiara di pensare spesso al proprio benessere mentale. In aumento di 4 punti rispetto al 2021. Ma ancora sotto la media internazionale (pari al 58%). Riguardo al benessere fisico si registrano percentuali più alte. Il 77% degli italiani afferma di pensarci spesso. In aumento di 5 punti rispetto allo scorso anno. E sopra la media internazionale (pari al 70%). Quindi in Italia si tende a pensare al proprio benessere fisico più spesso rispetto a quello mentale. Con alcune differenze di genere e generazionali. Le donne si preoccupano della propria salute mentale più degli uomini. 62% delle donne a fronte del 53% degli uomini. Inoltre a prendersi cura del proprio benessere mentale sono maggiormente gli under35 (65%) che gli over 50 (48%).

Sistema sanitario

In Italia 8 persone su 10 considerano la salute mentale e quella fisica ugualmente importanti. Ma il sistema sanitario non riflette questa visione. E non fornisce un eguale trattamento. Il 60% degli italiani ritiene che salute mentale e fisica non siano trattate allo stesso modo. Gli effetti dello stress sono i problemi di salute mentale segnalati più frequentemente. Il 63% dichiara di essersi sentito (almeno una volta) stressato. Al punto da aver condizionato la propria vita quotidiana. Il 59% afferma che lo stress ha avuto un forte impatto. Tanto da avere la sensazione di non essere in grado di affrontare le situazioni. Di sentirsi triste. O di non avere alcuna speranza (52%). Oppure di non riuscire neanche a lavorare per un certo periodo di tempo (39%). Un quarto degli intervistati (25%) dichiara di aver pensato al suicidio. O all’autolesionismo. Almeno una volta nell’ultimo anno.