Oms: 29 bimbi morti di freddo nel campo profughi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:36

Circa 29 bambini – tra minori e neonati – sono morti di freddo nelle ultime otto settimane. E' il drammatico bilancio riferito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in seguito all'ondata di gelo che ha colpito il campo profughi di al-Hol, a ridosso del confine irachen nell'est della Siria, dove da anni le famiglie vivono in tende e all'addiaccio

Il campo era sorto nei primi anni '90 del secolo scorso per ospitare i palestinesi in fuga dal Kuwait e dall'Iraq durante la prima guerra del Golfo. Dopo l'invasione anglo-americana dell'Iraq nel 2003, ha ospitato profughi iracheni e dal 2012 ha accolto i profughi siriani in fuga dalle varie zone colpite dal conflitto interno e dai terroristi islamici dell'Isis.

Il campo profughi

Secondo l'Oms, negli ultimi due mesi – in contemporanea con le temperature gelide – sono arrivate nel campo di al-Hol circa 23mila persone in fuga dalla città di Der al-Zor, costrette, per mancanza di posti, “a trascorrere diverse notti all'aria aperta senza tende, coperte o riscaldamento”. “La situazione nel campo è drammatica. I bambini muoiono di freddo mentre le loro famiglie scappano per cercare salvezza”, ha detto Elizabeth Hoff, la rappresentante Oms in Siria. Le Nazioni Unite intanto hanno chiesto di poter accedere al campo per verificare in prima persona il luogo dove donne e bambini passano l'inverno in tende, senza riscaldamento e in condizioni precarie.

Ruckban

Il campo profughi di al-Hol non è l'unico a vivere un'emergenza umanitaria. Lo scoro 18 gennaio sempre l'Oms aveva lanciato l'allarme e “forte preoccupazione per il deterioramento delle condizioni umanitarie nel campo profughi siriano di Rukban” dove “restano bloccate 40.000 persone, per lo più donne e bambini”. Rukban è un insediamento posto sul confine con la Giordania.

I profughi siriani costretti nell'insediamento vicino al confine con la Giordania, scrive l'Oms, “non hanno la possibilità di andarsene e le dure condizioni invernali hanno portato a diverse morti. Le strutture sanitarie funzionano a malapena, hanno in dotazione pochissimo personale e forniture mediche. Mancano generatori o carburante per fornire anche il minimo calore per alleviare il freddo pungente”. Ad aggravare la situazione, prosegue l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'arrivo delle malattie invernali come le infezioni respiratorie acute che, associate al sovraffollamento, ha fatto aumentare l'incidenza di influenza, morbillo, tubercolosi. Anche i servizi igienici e sanitari sono carenti. “Le persone intrappolate a Rukban vivono in condizioni deplorevoli, esposte a un rigido clima invernale – ha dichiarato Elizabeth Hoff, rappresentante dell'Oms in Siria, ripostata da Ansa -. È un imperativo raggiungerli il prima possibile con l'assistenza sanitaria, in modo che non ci siano più vite inutilmente perse”.

 

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