Il Governo vuole bandire gli studi di genere

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Dall'inizio dell'anno accademico 2019-20 in Ungheria agli studi di genere nelle università pubbliche dovrebbero essere tolti i finanziamenti statali. Lo stabilisce un provvedimento Gergely Gulyas, ministro della Cancelleria, ha dichiarato alla Reuters che “il carattere fondativo di questa disciplina appare pernicioso ed antiscientifico”. Del resto – ha aggiunto – “non si può mettere in dubbio negli atenei statali che la differenza tra uomo e donna sia di natura biologica”. Gulyas ha comunque assicurato agli studenti che hanno già intrapreso questo percorso di studi che sarà loro consentito “di terminare il percorso universitario in studi di genere”.

La decisione del Governo, tuttavia, ha suscitato polemiche. Intervistato dal TelegraphAndrea Peto, professore di studi di genere all'Università dell'Europa centrale, una delle due che potrebbero essere colpite, ha detto preoccupato: “Mai prima d'ora il Governo aveva cercato di decidere sulle offerte formative delle università senza consultarsi con le istituzioni universitarie appropriate, il comitato di accreditamento ungherese e il Consiglio per l'istruzione superiore”. Secondo Peto questa iniziativa “stabilisce anche un pericoloso precedente per l'intervento statale in tutti gli altri corsi universitari”. E' l'Eotvos Lorand University l'altro ateneo che verrebbe colpito dalla misura, il quale nei mesi scorsi ha ricevuto una lettera di Lorinc Nacsa, dell'Unione Democratica Cristiana, partito della coalizione di governo, nel quale c'era scritto: “Dobbiamo sensibilizzare – riporta l'Hungarian Free Press – sul fatto che questi programmi non stanno facendo nulla per sollevare la nostra nazione, anzi stanno distruggendo il modo di pensare centrato sui valori che è ancora presente nei Paesi dell'Europa centrale”.

L'esecutivo magiaro ha posto già da tempo l'accento sulla famiglia tradizionale. All'ideologia gender sembra preferire misure culturali ed economiche per rilanciare il tasso di fecondità. E i risultati si vedono: in due anni sono aumentati del 10% i matrimoni e sono diminuiti i divorzi, in cinque anni sono calati del 23% gli aborti, più bambini sono nati nel 2014 che nei cinque anni precedenti.

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