Il ddl salva-bebè è legge: ecco cosa prevede

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20

Il Sentato ha approvato con 261 a favore, un'astensione e nessun voto contrario il disegno di legge per prevenire l'abbandono in auto dei bambini piccoli. Il testo, già licenziato dalla Camera, non avendo subito modifiche in Senato, è diventato una legge.

Cosa prevede

Il provvedimento si compone di 4 articoli e modifica l'articolo 172 del Codice della strada. In particolare, inserisce tra le fattispecie sanzionate per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini, anche l'assenza di un congegno di allarme. La violazione dell'obbligo sarà punita con una sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e, in caso di recidiva nell'arco di un biennio, è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

L'entrata in vigore

Un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – che dovrà essere emanato entro 60 giorni – stabilirà la definizione delle caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del sistema di allarme. Si prevede che l'obbligo di installazione del seggiolino salva-bebè si applicherà dopo 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto e “comunque a decorrere dal 1 luglio 2019”.

Meloni: “Questa legge è tutto il mio orgoglio”

“Di tutte le cose che ho fatto, e nella mia vita politica di cose ne ho fatte, è forse la più importante. Se salverà anche un solo bambino, sarà valso tutto l'impegno politico alle spalle. Ne valeva la pena”. E' quanto ha dichiarato la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, commentando l'approvazione della legge di cui è stata prima firmataria. La leaderdi Fdl ha confermato che la nuova legge si chiamerà legge Meloni. “Per me è un orgoglio dare il mio nome a una legge così importante, che consentirà, speriamo, di salvare la vita a qualche bambino e a qualche famiglia. E' un atto di civiltà e serietà per il parlamento italiano averlo approvato all'unanimità, è una norma che ci mette all'avanguardia – ha aggiunto – Da quel che ne sappiamo siamo la prima nazione a legiferare su un dramma simile e speriamo di poter essere un esempio anche per gli altri. Ora ci aspettiamo e chiediamo che nella manovra finanziaria ci siano gli incentivi per aiutare le famiglie”. 

 

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