I medici chiedono una valutazione di impatto sanitario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:49

L'acquirente dell'Ilva “si impegni a produrre in via preliminare una Valutazione di Impatto Sanitario della produzione di acciaio, ai volumi e alle condizioni proposti”. E' la richiesta avanzata – come riferisce l'Ansa – da Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Taranto, Isde-Medici per l' Ambiente Massafra, Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) Taranto e TarantoRicercaFuturo, secondo i quali l'impegno di ArcelorMittal “a ridurre al minimo possibile le fonti di inquinamento rimane solo un apprezzabile atto di buona volontà, la cui efficacia in termini di impatto sanitario rimane, purtroppo, priva di alcun riscontro scientifico”. L'Ordine dei Medici e le altre associazioni ritengono “che la legge nazionale sulla Valutazione del Danno Sanitario (Vds) secondo i criteri stabiliti dal decreto ministeriale del 24 aprile 2013 non possa essere uno strumento di valutazione della efficacia in senso sanitario e, dunque, del rischio attribuibile prima che l'intervento, per come prospettato, sia realizzato. La legge sulla Vds è di fatto superata dal decreto 104/2017 sulla Via (Valutazione di impatto ambientale)”.

Inoltre, viene sottolineato, “sul presunto azzeramento delle polveri entro il 2020 in occasione dei Wind days (giorni particolarmente ventosi, ndr) si chiede se ci si riferisce alla copertura dei parchi minerali. Se sì, si osserva che l'impennata di inquinanti durante i Wind days può essere evitata solo fermando la produzione perché il vento veicola non solo il materiale pulverulento proveniente dai parchi minerali, ma anche gli inquinanti immessi dai camini, tra cui le temibili polveri sottili al cui incremento sono da ascriversi le morti acute da accidenti vascolari e le patologie respiratorie”. Infine, i firmatari del documento considerano “prioritaria la prevenzione primaria dei danni allo sviluppo neurocognitivo della popolazione infantile esposta ai neurotossici. Il progetto industriale prevede la riduzione, ma non l'eliminazione della immissione in ambiente di potenti neurotossici come piombo, Ipa, Diossine e Pcb, sostanze che, anche a parchi minerali coperti, registreranno in occasione dei Wind days rischiosi picchi di concentrazione”.

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