“Correggere il reddito di cittadinanza e attuare politiche di inclusione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:37

La situazione di diffuso disagio sociale, attestata dagli ultimi dati Istat, richiede, secondo le organizzazioni di volontariato, misure urgenti a sostegno degli indigenti. In Italia, la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 28,9% (circa 17 milioni e 407 mila individui). La povertà di reddito riguarda il 20,3% della popolazione. Si trova in grave deprivazione materiale il 10,1% della popolazione. La quota di coloro che vivono in famiglie con un’intensità di lavoro molto bassa è invece dell’11,8%. E le disparità regionali sono molto ampie: nel Mezzogiorno il rischio di povertà o esclusione sociale riguarda il 44,4% degli individui residenti contro il 18,8% del Nord. “Se si considerano gli occupati che vivono in condizione di povertà reddituale l’Italia è quintultima tra le nazioni della Ue con il 12,2% degli occupati a rischio di povertà”, riferisce il Sir. Le persone in povertà assoluta si stima siano 5 milioni e 58mila (8,4%). Critiche le condizioni dei minori: tra di loro, i poveri assoluti sono infatti il 12,1%.

La richiesta di intervenire sulla legge di Bilancio

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della povertà, l’Alleanza contro la povertà in Italia, che dal 2013 si occupa della promozione di politiche di contrasto alla povertà assoluta, chiede che già dalla predisposizione della legge di Bilancio si realizzi un confronto con il governo per “la definizione delle politiche necessarie a contrastare il dramma della povertà assoluta che troppe persone, ancora oggi, vivono nel nostro Paese e che non è adeguatamente affrontato”. Secondo l’Alleanza, “l’introduzione del reddito di cittadinanza, nonostante l’importante stanziamento di risorse che ha ampliato la platea dei beneficiari e l’importo del contribuito economico non ha cancellato la povertà”. Per questo le sigle del terzo settore indicano con forza all’esecutivo “la necessità di mantenere lo stanziamento di risorse previsto dalla legge di bilancio dello scorso anno e di mettere in atto i correttivi volti al raggiungimento delle persone escluse o penalizzate dai parametri di accesso e di erogazione della misura, come i senza dimora”. Chiedono, inoltre, che “una particolare attenzione sia dedicata all’implementazione dei percorsi di inclusione sociale e lavorativa, con il necessario rafforzamento dell’infrastruttura dei servizi pubblici territoriali, a partire da quelli sociali, per un’adeguata presa in carico dei soggetti in condizione di disagio economico”.

La destinazione dei risparmi di spesa

I dati diffusi dall’Inps sull’erogazione del reddito di cittadinanza, secondo l’Alleanza contro la povertà, “mostrano come sia indispensabile mantenere la dotazione prevista sul fondo dedicato”. Gli eventuali risparmi di spesa, dovuti a un minore numero di beneficiari rispetto alle stime iniziali, andrebbero indirizzati alla “necessaria rimodulazione della scala di equivalenza, attualmente penalizzante per i nuclei numerosi e con minori, e all’estensione della misura ai cittadini extracomunitari, discriminati in modo inaccettabile dalla normativa in essere, a cominciare dall’emanando decreto sulle certificazioni richieste”. Le realtà del volontariato, nel sottolineare la centralità della rete dei servizi pubblici sul territorio e la necessità della loro azione integrata nel rispondere alla multidimensionalità della condizione di povertà, auspicano che “il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali emani al più presto il decreto di riparto dei fondi previsti per il 2019 destinati al rafforzamento dei servizi”. Fondi che, “seppur ancora insufficienti, sono indispensabili a sostenere il processo di rafforzamento della rete territoriale necessario a realizzare percorsi di inclusione rispondenti ai bisogni di ciascun nucleo in condizione di disagio”.

La necessità di adeguare le politiche pubbliche

L'Alleanza contro la povertà in Italia, nata alla fine del 2013, raggruppa un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta nel nostro Paese. Nel perseguire questo obiettivo, l’Alleanza conduce un insieme di varie attività, tra loro collegate. Svolge un lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, promuove un dibattito basato sull’evidenza empirica concernente gli interventi esistenti e quelli proposti, si confronta con le forze politiche e con le istituzioni competenti (governo, Parlamento, parti sociali), ed esercita pressione su di esse affinché compiano scelte favorevoli alla lotta contro la povertà. Inoltre ha elaborato una propria dettagliata proposta di riforma, per l’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale (Reis). Compongono l’Alleanza 35 organizzazioni (tra realtà associative, rappresentanze dei comuni e delle regioni, enti di rappresentanza del terzo settore, e sindacati) che portano con loro sia il sostegno di un’ampia base sociale sia l’esperienza della gran parte dei soggetti oggi impegnati nei territori a favore di chi vive condizioni d’indigenza. 

La prima volta in Italia

Un’alleanza tra sigle non profit contro la povertà non era mai stata costruita in Italia. È la prima volta, infatti, che un numero così ampio di soggetti sociali dà vita ad un sodalizio per promuovere adeguate politiche contro la povertà nel nostro Paese. “La sua nascita costituisce un segno tanto dell’urgenza di rispondere al diffondersi di questo grave fenomeno quanto dell’accresciuta consapevolezza, in tutti i proponenti, che solo unendosi si può provare a cambiare qualcosa- spiegano i promotor -. Mettere insieme le forze, in particolare tra soggetti con storie e identità eterogenee, è un’operazione sempre complicata, ma alla quale vale la pena di dedicarsi”. Tra i soggetti fondatori dell’Alleanza, oltre al Forum Nazionale del Terzo Settore: Acli, Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Confcooperative, Società di San Vincenzo De Paoli, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari. Aderiscono, tra gli altri: Focsiv, Piccola Opera della Divina Provvidenza del Don Orione e Unitalsi. L’Alleanza contro la Povertà in Italia nasce da un’idea del professor Cristiano Gori ed è stata promossa dalle Acli in collaborazione con la Caritas. Le Acli ne hanno il coordinamento politico, con il sostegno organizzativo di Caritas Italiana, e Gori coordina il gruppo scientifico. “Le attività dell’Alleanza sono realizzate in termini collegiali grazie al contributo delle segreterie Confederali di Cgil, Cisl e Uil e delle altre realtà associative ed istituzionali aderenti- evidenziano i promotori dell’iniziativa-. L’Alleanza si occupa del monitoraggio settimanale sul contrasto alla povertà attraverso l’Ufficio Studi e Documentazione del Forum nazionale del terzo settore”.

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