Al via “Piantare la speranza”: il progetto per i detenuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:43

Il momento migliore per piantare un albero era venti anni fa. Altrimenti è adesso“, recita un proverbio africano. Proverbio preso alla lettera dagli ex detenuti accolti a casa Betania di Coriano (a Rimini) dove oggi, martedì 5 novembre, a partire dalle ore 12:00 viene inaugurato il progetto “Piantiamo la Speranza”. Nato in collaborazione tra il Comune di Coriano e Casa Betania dell'Associazione Papa Giovanni XXIII, all'evento presenziano Mons. Francesco Lambiasi Vescovo di Rimini e la dott.ssa Alessandra Camporota, Prefetto di Rimini, Domenica Spinelli
Sindaco di Coriano.

Il progetto

La Comunità Papa Giovanni XXIII è fertile e piena di speranza nell’attenzione ai poveri, in particolare ai carcerati secondo il modello CEC, Comunità Educante con i carcerati, tale attenzione e speranza incontra il parere delle amministrazioni comunali e tale collaborazione  si integra con la scelta di piantare piante per ogni detenuto accolto a simboleggiare la speranza che con il recupero di una persona si contribuisce alla crescita di tutta la comunità e come gesto concreto di aiuto al pianeta. “Piantare la speranza” è dunque il titolo di una iniziativa locale, partita da un piccolo comune come quello di Coriano, ma con alto significato simbolico. “In questo tempo dove la desertificazione aumenta, l’innalzamento dei livelli di anidride carbonica crea effetti devastanti sul clima e tanti poveri sono schiacciati da una economia che in nome del profitto crea catastrofi ambientali e umane…piantiamo piante che assorbono Anidride carbonica e restituiscono ossigeno utile alla vita. Le piante hanno vita lunga come lunga e alta è la visione di quei politici, amministratori, donne e uomini che sanno investire nel futuro”, si legge sulla presentazione del progetto. Investire nell’ambiente ed investire negli uomini, dunque, a partire da quelli che sono stati “cattivi”. 

Casa Betania è stata aperta 46 anni fa per dare risposta a Marino, psichiatrico dimesso dal carcere. “Marino è ancora con noi, a deliziarci con il suo sorriso – sottoliea Giorgio Pieri, responsabile della Comunità Educante con i Carcerati Cec dell'Apg23 -. Questa è stata la prima casa d’accoglienza della comunità Papa Giovanni XXIII, è stata modello e stimolo per altre 600 realtà d’accoglienza sparse in tutti i continenti, in 40 stati nel mondo. Dal 30 novembre 2017 è iniziata l’esperienza d’accoglienza detenuti secondo il modello CEC. E’ la casa di prima accoglienza per quei detenuti che poi saranno destinati in altre realtà. Sono già passate 54 persone, potremmo già piantare 54 alberi. Un grande grazie a tutti i cittadini di Coriano che hanno sostenuto questa casa da sempre! Dal 2008 nella provincia di Rimini sono state accolte oltre 500 persone. Chissà che anche l’amministrazione riminese non prenda spunto da questa iniziativa. A livello nazionale sono oltre 3500 i detenuti accolti, potremmo piantare un bel bosco! È proprio vero, fa più rumore un albero che cade di 3500 che crescono”. 

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