Il riscatto di Sharbat: simbolo del sogno di libertà di tutte le donne afghane

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E’ conosciuta da sempre come la “ragazza afghana”, grazie ad una foto scattata da Steve McCurry e apparsa sulla copertina del National Geographic del 1985. Certamente tutti ricordano il ritratto fotografico della giovane afghana dagli occhi verdi intensi e con uno sguardo misto tra la paura e l’incertezza per il futuro. Quando quella foto uscì fece subito il giro del mondo, non solo per la bellezza della ragazza, ma anche per il messaggio simbolico che essa portava con , quello di una terra ancora in conflitto nonostante il passare degli anni e delle difficoltà che il popolo afghano stava attraversando.

Oggi sappiamo che il nome della ragazza è Sharbat Gula e la sua storia è molto particolare: dopo la salita al potere dei Talebani infatti, Sharbat aveva chiesto aiuto per scappare dall’’Afghanistan e trovare rifugio in altri Stati. A distanza di anni da quell’appello finalmente è riuscita ad arrivare al sicuro in Italia, più precisamente a Roma. Le nuove foto ritraggono una donna adulta, con i lineamenti segnati dalle rughe e dagli anni, ma con la stessa straordinarietà nello sguardo e nella espressione del viso.

Una storia commovente che però ci offre un insegnamento, ci fa capire l’importanza di non mollare e di combattere sempre per la propria vita. Nonostante gli anni passati Sharbat non si è mai lasciata abbattere ma anzi è riuscita a trovare la forza di chiedere aiuto e mettersi in salvo una volta per tutte. Non si è mai arresa ed oggi il programma di accoglienza e di integrazione dei cittadini afghani in fuga dal loro paese messo in campo dal nostro governo, offre a Sharbat di una vita nuova.

Quello che purtroppo non cambia è la situazione nel suo Paese: la speranza è che presto a tutto l’Afghanistan possa essere concessa una speranza di liberazione e di riscatto dopo tanto dolore e tanta umiliazione e che in particolare tutte le donne di quel Paese possano vivere presto nella libertà. 

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