Comunicare con le note. Musicoterapia per infrangere le barriere della disabilità

Una guida per chi assiste bambini con sindrome di Rett, malattia rara con forti disabilità comunicative e motorie. Il ruolo della musicoterapia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Musicoterapia

Musicoterapia al centro. Le note musicaliin aiuto dei bambini disabili e dei loro genitori. Alla Queensland University of Technology (Qut) hanno studiato la musica come nuovo linguaggio non verbale in grado di catturare l’attenzione. Il team medico guidato dalla professoressa Kate Williams ha approfondito gli effetti della musicoterapia. Attraverso il metodo “Sing and Grow” sono stati dimostrati effetti benefici. Sui bambini con disabilità. E anche sulla salute mentale dei genitori che li assistono.
Musicoterapia

Musicoterapia utile

“La musica riesce a creare un nuovo linguaggio. Attira l’attenzione laddove è molto difficile. Stimola le aree ritmiche del cervello. E di conseguenza anche risposte motorie e riflessi- sottolineano i ricercatori-. Con i bimbi disabili l’aspetto più difficoltoso è catturare l’attenzione. E far sì che venga mantenuta per un determinato lasso di tempo. La musica ottiene risultati superiori alle altre metodologie didattiche“. Lo studio della “Queensland University of Technology” rappresenta un passo avanti  nella socializzazione e integrazione dei bimbi disabili. Una conferma scientifica del potere curativo della musica.  La stessa definizione di musicoterapia fa riferimento alla musica come mezzo di comunicazione non verbale. Fondamentale a livello educativo. Riabilitativo. E terapeutico.
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Parlare con gli occhi

Ora c’è anche una guida pratica all’assistenza. Per aiutare chi ogni giorno, tra esperti, famiglie e operatori, si prende cura dei bambini affetti della sindrome di Rett. Detta anche “dagli occhi belli“, perché riescono a comunicare solo con lo sguardo. L’ha scritta Fabrizio Stasolla, professore associato di Psicologia dello Sviluppo dell’Università Giustino Fortunato di Benevento. La sindrome di Rett è una sindrome genetica rara che colpisce prevalentemente le bambine. Ed è caratterizzata da disabilità molto complesse. Comunicative. Intellettive. Motorie. Per cui gli interventi riabilitativi tradizionali sono spesso insufficienti. Il libro si intitola “Sindrome di Rett: Dalla diagnosi al trattamento”. Ed stato pubblicato dalla casa editrice americana “Nova Science Publishers“. “Il volume raccoglie i contributi di vari studiosi internazionali. E si occupa di numerosi aspetti legati alla sindrome. Tra cui i disturbi del ciclo sonno-veglia. E le abilità comunicative delle persone che ne sono affette”, evidenzia Stasolla.

Disturbi del sonno

Tra i suggerimenti quelli sulla gestione dei disturbi del sonno e del dolore. Nel libro viene descritta un’indagine per migliorare la partecipazione attiva delle bambine. Ci sono, poi, le linee guida per supportare le capacità di comunicazione. E viene descritta l’importanza del ruolo della musica. La musicoterapia, dunque, per favorire la partecipazione delle persone con questo disturbo. E’ offerta, infine una rassegna selettiva dei programmi basati sulla tecnologia dell’assistenza. Per facilitare l’autodeterminazione e la gestione dell’ambiente da parte dei pazienti.

 

 

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