Mai più barriere. 90 proposte per la consultazione pubblica sulla disabilità

In generale al ministero per le Disabilità 74 proposte sono state avanzate dai cittadini e 16 da associazioni. Il 13 dicembre la Conferenza nazionale sulle politiche per le disabilità

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Sulla disabilità sono arrivate al governo 90 proposte. Il 13 dicembre si conosceranno i risultati della consultazione pubblica. “Sono novanta le proposte giunte da famiglie e realtà associative. A poche settimane dall’avvio della consultazione pubblica”, spiega il ministro per le Disabilità, Erika Stefani. “Mancano ancora 6 giorni prima del termine della consultazione. Termine oltre il quale faremo sintesi delle proposte pervenute. Già suddivise per aree tematiche. Le stesse proposte saranno anche al centro della Conferenza nazionale sulle politiche per le disabilità del 13 dicembre”, puntualizza la titolare del dicastero.disabilità

Consultazione sulla disabilità

Nel dettaglio, i contributi arrivati al ministero per le Disabilità riguardano 18 “area accessibilità”. 7 “mobilità all’interno dell’Unione europea”. 10 sul tema della “vita indipendente”. 4 “percorsi formativi inclusivi”. 10 “inclusione lavorativa di qualità”. 4 “cultura. Sport. E turismo accessibile“. 32 sono ascrivibili ad altri settori. Sono inoltre giunte anche 5 segnalazioni di buone prassi. Riferibili a potenziali modelli cui potersi ispirare. In generale 74 proposte sono state avanzate dai cittadini. E 16 da associazioni.disabilità

Contributo

I partecipanti alla consultazione possono offrire il proprio contributo. In relazione a una o più delle aree tematiche. Per accessibilità si intende l’insieme delle caratteristiche. Ambientali. Strutturali. Organizzative. Quelle cioè che consentono di usufruire di beni, luoghi e servizi. A prescindere dalla condizione della persona. Il diritto all’accessibilità è strettamente connesso all’abbattimento di tutte le barriere. Fisiche e non solo. Ossia degli impedimenti che limitano la piena inclusione delle persone con disabilità. Inoltre le persone disabili hanno pari diritti a muoversi. Risiedere liberamente. E trasferirsi in un altro Paese. In tale contesto, entro la fine del 2023, è prevista una svolta. La Commissione Europea, infatti, proporrà una Carta per le disabilità. In tutti i Paesi Ue faciliterà il riconoscimento reciproco dello status di disabilità tra gli Stati membri.

Percorsi inclusivi

E’ necessario garantire l’inclusività nella formazione delle persone con disabilità. In modo da modernizzare e migliorare anche l’accesso e il diritto al lavoro. Il mercato del lavoro post-pandemia richiede, infatti, nuove competenze. E seve una formazione continua e di qualità. In tal senso il Pnrr prevede politiche di istruzione e formazione. In linea con le esigenze delle persone con disabilità. E con il diritto all’inclusione scolastica. La partecipazione alla vita economica, poi, è il modo migliore. Per garantire autonomia e inclusione sociale alle persone con disabilità. Favorendone la realizzazione personale. Ed un percorso di vita indipendente. L’obiettivo è saper riconoscere, nei luoghi di lavoro, il potenziale ed i talenti delle persone con disabilità. Ciò genera benefici per la persona. Per l’organizzazione. E per la società nel suo insieme. Rafforzandone la coesione. Occorre, inoltre, facilitare il lavoro autonomo. E l’imprenditorialità anche per le persone con disabilità.

Best practices

Arte. Cultura. Sport. Attività ricreative. Turismo. Sono essenziali per la piena partecipazione alla vita sociale. E’ importante, quindi, per il benessere della persona favorire l’inclusione nello sport. A partire dai livelli territoriali e amatoriali. E investire nello sviluppo del turismo accessibile. La Conferenza nazionale organizzata dal ministero per le Disabilità consente di indicare altre aree tematiche. E di descrivere gli interventi ritenuti necessari per migliorare l’inclusione delle persone con disabilità. In pratica sarà possibile, in vista del summit del 13 dicembre, sottoporre all’attenzione degli uffici del dicastero i nodi da sciogliere. Le difficoltà aggravate dalla pandemia. Gli ostacoli all’effettiva parità di diritti e opportunità. E’ inoltre possibile segnalare le best practices che hanno consentito l’inclusione delle persone con disabilità.

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