Cinema, pandemia e l’ombra della pirateria

Le sale cinematografiche tornano a chiudere. Tanti i film che non sono usciti, altri invece hanno trovato delle strade alternative per andare su mercato. Come si è reinventato il settore, ancora una volta, minacciato dalla pirateria?

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“L’audiovisivo non si è mai fermato in questi mesi. Nonostante il lockdown, ha sempre cercato varie alternative per adattarsi a ciò a cui di fatto non eravamo preparati. Nessuno poteva immaginare a fine febbraio che nell’arco di una decina di giorni ci sarebbe stato un lockdown nazionale”. Inizia così il racconto di Federico Bagnoli Rossi Segretario Generale FAPAV (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali). Sembra quasi un film con il finale a sorpresa, di quelli peggiori che non ti aspetti. E invece è la vita, la vita di tutto il mondo che ormai da 8 mesi è ferma. Una boccata d’aria è stata presa in estate, ma tanto è bastato per far ricadere il mondo ed in particolare l’Europa di nuovo nell’incubo chiamato Covid-19. Federico parla ad Interris.it di cinema, pirateria e futuro. Insomma questo settore che è in grande perdita come si è reinventato?

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“Il cinema ha reagito come è nella natura stessa delle industrie audiovisive, sempre pronte ad adattarsi ai mutamenti della società per venire incontro alle esigenze degli spettatori. . Come? C’è stata un’accelerazione dei modelli di business di rilancio dei film, da una parte alcuni film che erano usciti a ridosso del lockdown sono andati direttamente su piattaforme di sfruttamento legale digitale in tre modalità. Abbiamo avuto film come “L’uomo invisibile” dell’Universal che è uscito in sala per una settimana e poi è stato  distribuito a noleggio sulle piattaforme in modalità premium al prezzo di circa 15 euro. Altre società di produzione e distribuzione hanno invece direttamente distribuito su piattaforme legali sia per il noleggio che per la vendita di alcuni film che non stono stati distribuiti in sala. Altri invece hanno optato per il rinvio”.

Tra i film rimandati anche in questa seconda fase ci sono “No Time to Die”, il nuovo 007 con Daniel Craig atteso a novembre e rimandato ad aprile 2021. É stato l’inizio di un domino che si è portato via in una manciata di giorni le uscite di blockbuster cinematografici, tra cui Dune di Denis Villeneuve con Timothèe Chalamet (1 ottobre 2021 dal 18 dicembre 2020) e fatto slittare di un anno, persino di due, altri titoli (The Batman con Robert Pattinson è ora il 4 marzo 2022 , Fast and Furious 9 con Vin Diesel e Charlize Theron, ottobre 2021, West Side Story di Steven Spielberg, passato dal 25 dicembre 2020 al 10 dicembre 2021).

Il crollo dei guadagni in sala

“C’è stato ovviamente un comprensibile crollo degli incassi in sala, visto che i cinema sono stati chiusi molti mesi, dall’altra parte però l’industria ha reagito potenziando altre modalità di sfruttamento. L’ha fatto il cinema americano e l’ha fatto anche il cinema italiano con delle uscite esclusive di film premium. In questo caso si parla di transazionale, cioè si paga il contenuto selezionato. Nel caso in cui i film sono stati rilasciati in formato premium”.

Quali sono i dati della pirateria?
“Se da una parte l’industria si è data da fare con questi nuovi modelli di business e sperimentazioni, dall’altra parte c’è stata anche una crescita esponenziale della pirateria. Basti pensare che durante i mesi del primo lockdown l’incidenza della pirateria è cresciuta fino al 40% sulla popolazione italiana, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto all’incidenza della pirateria nel 2019, ma soprattutto la stima complessiva degli atti di pirateria è implosa da 69mln, che era di fatto il bimestre medio del 2019 a oltre 240mln di atti di pirateria. Una roba preoccupante. Di fatto il caso, tra l’altro, ha voluto che la chiusura avvenisse proprio tra marzo e aprile che sono quei mesi in cui tutti i film più importanti di fine anno 2019 e inizio 2020 sono stati distribuiti e questo ha inciso negativamente sul mondo della pirateria perché c’era una grande quantità di prodotti da andare a ricercare”.

Ed ora con in questa seconda fase che situazione si presenta?
“Adesso bisogna capire se con la chiusura che stiamo vivendo in questo periodo avremo una situazione simile. Io credo di no, ritendo che di fatto ci sarà sicuramente un nuovo aumento della pirateria però non credo che arriverà ai dati che abbiamo avuto nel primo lockdwon. Questo perché rispetto ai mesi scorsi ci saranno anche meno novità da andare a ricercare nelle piattaforme. Ci saranno alcune novità riguardanti la produzione televisiva ma per la produzione cinematografica ci sarà un numero ridotto di film immessi nel mercato e questa cosa creerà una riduzione importante della pirateria relativa le prime visioni. Bisogna tener presente che appena i cinema hanno riaperto, quindi stando ai dati riportati a maggio 2020, il dato sulla pirateria si è andato immediatamente a ridimensionare questo dato. Si è ritornato ai dati precedenti al lockdwon per il numero degli atti illegali”.

Quanto desiderio c’è di andare al cinema?
“Mi fa piacere ricordare che nel periodo di riapertura ci sono stati dei risultati eclatanti. All’uscita del primo importante film blockbuster che ha riaperto la stagione cinematografica post lock down le sale erano piene. Questa è proprio la prova che la gente ha fame di contenuti, ha voglia di uscire e di andare al cinema anche perché la sala è sempre stata un luogo estremamente sicuro. Io conosco il lavoro eccezionale che è stato fatto durante il lockdwon in vista della riapertura da parte degli esercenti. Un lavoro certosino di messa in sicurezza. Hanno seguito puntualmente le regole dal distanziamento, attenzione alla temperatura, al disinfettarsi le mani, ma hanno lavorato anche alla manutenzione degli impianti di riciclo dell’aria. Anche dai dati non sono stati verificati contagi riportati nelle sale cinematografiche. Ad oggi mi rendo conto che la curva dei contagi necessita di un intervento a 360° per cui si è andato a toccare anche le sale come luogo di aggregazione sociale, però, allo stesso tempo è giusto puntualizzare che le sale hanno lavorato bene per accogliere gli spettatori in sicurezza in questi mesi che hanno avuto grande desiderio e voglia di ritornare in sala”.

 

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