I cammini a misura d’uomo con Free Wheels

Un viaggio alla scoperta dei più bei cammini italiani e non solo. Da qui il desiderio di mappare e tracciare i percorsi migliori per tutti e un libro alla scoperta di sé. Per Interris.it il racconto di Pietro Scidurlo

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Free wheels

“Ho capito che siccome la vita mi ha detto ‘no’, un ‘no’ pesante e per certi aspetti definitivo, io ho pensato di poter compensare dicendo ‘si’ a tutto, anche a cose che mi facevano male o facevano male ad altri. Ma la strada non poteva essere quella. Non si può vivere solo per inseguire una rivincita, combattendo un destino avverso. O meglio, lo si può fare a patto di perdere sé stessi, la propria autenticità”.

Con queste parole Pietro Scidurlo presenta ad Interris.it il suo libro “Per chi vuole non c’è destino”, un testo nel quale si racconta, apre le porte della sua vita mostrando una strada da seguire per poter avere successo nella vita nonostante qualche imprevisto. La strada indicata è la sua, ma Pietro non si sente un eroe, è un uomo di 42 anni come tanti altri con i suoi pregi e difetti che nella vita si è dato un obiettivo ed è riuscito a raggiungerlo pur muovendosi in carrozzina.

Un percorso di crescita nato durante un cammino

A Pietro, nato a Somma Lombardo il 5 dicembre 1978, infatti, la vita cambia il giorno della nascita a causa di un incidente in sala parto. Affamato di velocità, però, trova modo di farsi spazio nel mondo, ma senza mai riuscire ad accettarsi. A 33 anni la svolta: incomincia un percorso di crescita personale che arriva all’apice lungo il Cammino di Santiago. Lo percorre in handbike per la prima volta nel 2012. Al ritorno fonda Free Wheels Onlus, che fornisce tutela e sostegno alle persone con disabilità e promuove l’abbattimento delle barriere fisiche e mentali. Da allora si occupa di mappare percorsi e itinerari accessibili; dopo Santiago è la volta della Via Francigena, del Cammino di san Benedetto e della Via Francisca del Lucomagno. Nel 2015 firma la Guida al Cammino di Santiago per tutti per Terre di mezzo, giunta alla seconda edizione.

“Non sono partito in cerca di fama. Cercavo redenzione e l’ho trovata”

La voglia di vivere e la rabbia conducono Pietro sull’orlo dell’abisso. Poi un giorno l’incontro con l’esperienza del Cammino di Santiago: comincia un’impresa che da lì in avanti segnerà un nuovo inizio per l’autore e un salto culturale per la nostra società. “Ho capito che non possiamo cambiare le persone, ma posso cambiare un’idea. Se cambiamo quell’idea, cambiamo le persone!”.

Dietro un grande sogno, c’è sempre un sognatore

Tornato a casa dopo questa lunga e faticosa esperienza per il corpo e per la mente, la vita pone sulla sua strada nuovi e vecchi amici che condividono con Pietro il sogno di poter cambiare il mondo, o almeno parte di esso. Ma dietro un grande sogno, ci deve essere un sognatore. Insieme a loro da vita a Free Wheels Onlus. “Ognuno di noi ha un bisogno specifico e le disabilità sono solo una fetta di questo prisma di esigenze specifiche che noi mettiamo al centro dell’organizzazione dei nostri cammini”. Free Wheels Onlus comunica a tutti che anche gli Itinerari Religioso-Culturali, quelli che attraversano boschi, montagne e borghi più antichi, possono non essere un taboo per le persone con esigenze specifiche.

L’obiettivo di Free Wheels è prendere consapevolezza a chi opera su e per i nostri Cammini a livello internazionale che anche una persona con bisogni specifici può affrontare un viaggio a piedi o in bicicletta su territori impervi e sancire definitivamente un messaggio di uguaglianza senza barriere ne confini.

Sulle spalle tra i 6000 e i 6500 km di cammini

“Io ho iniziato nel 2012 a fare cammini. Per me noi non siamo degli eroi, non siamo eroi solo perché in carrozzella e ci siamo messi in viaggio. I veri eroi sono quelli che si sono messi in gioco creando qualcosa per il prossimo.
Dare la possibilità a tutti di poter viaggiare e fare delle esperienze particolari come i cammini ci da una forza che è benzina per creare ancora. Oggi siamo pronti per creare la via di Francesco che va da Chiusi di Laverna ad Assisi e da Roma ad Assisi, le guide europee però la danno da Firenze ad Assisi e noi ci allineeremo alla proposta europea.
Il cammino è il momento in cui bisogna dare il massimo perché è il momento del dare. Poi arriverà anche il momento di ricevere e quindi sono convinto della crescita spirituale di questo tipo di esperienza”.

N.B. Le fotografie inserite nel presente articolo fanno parte di “A Ruota Libera – la valorizzazione del cammino spirituale della via Francigena laziale”, progetto di Land Comunicazioni, Forma-Tec e Area Comunicazione e Informatica, in collaborazione con Free Wheels, M. Neri (Direttore artistico del progetto) e V. Muscella (Fotografo)

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