Suor Monia, Cavaliere al Merito della Repubblica: “Il mio impegno per la libertà educativa”

L'intervista di Interris.it a suor Anna Monia Alfieri, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, sull'importanza della libertà di scelta educativa nelle scuole

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:03

“Avvertiamo tutti, nel profondo, la necessità di un cambiamento nella formazione dei giovani, troppo spesso delusi, abbandonati nell’ozio o vittime della violenza. La scuola sia posta al centro della società. Auguro una scuola libera per tutti, oltre ogni discriminazione di carattere economico”. E’ il pensiero che suor Anna Monia Alfieri rivolge agli 8 milioni di studenti, al corpo insegnanti e alle famiglie, a pochi giorni dalla ripartenza scolastica.

Suor Anna Monia è la paladina delle scuole paritarie e della libertà di scelta educativa, sancita dall’articolo 30 dalla Costituzione insieme al diritto di apprendere degli studenti e alla libertà di insegnamento dei docenti (art. 33 Cost.) senza discriminazioni (art. 3 Cost).

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

L’impegno infaticabile di suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante delle scuole Marcelline italiane e membro della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della CEI, è stato riconosciuto e premiato con importantissimi encomi.

Nel novembre 2020 ha ricevuto il più prestigioso riconoscimento che ogni anno la Città di Milano conferisce alle personalità che si sono distinte nel contributo offerto alla comunità milanese e più in generale al bene comune della nazione: l’Ambrogino d’Oro.

“Voce autorevole per chiunque si occupi del diritto all’istruzione dei più giovani, è stata e continua ad essere una strenua sostenitrice del sistema educativo integrato nell’ambito del quale scuole pubbliche, paritarie e private rappresentano i tasselli di un’offerta ampia e composita”, la motivazione al riconoscimento.

Quest’anno è stata nominata dalla Presidenza della Repubblica Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La nomina ufficiale da parte del Presidente Sergio Mattarella è avvenuta il 2 giugno scorso; la celebrazione dovrebbe avvenire in dicembre al Quirinale.

Interris.it l’ha intervistata sull’importanza della nuova onorificenza e sui punti caldi della ripartenza scolastica.

Suor Anna Monia Alfieri si batte da anni per le scuole paritarie. Nel riquadro: l’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 2020

L’intervista a suor Anna Monia Alfieri

Cosa ha provato per la recente nomina a Cavaliere al Merito della Repubblica?

“La notizia della nomina a Cavaliere della Repubblica è stata per me una sorpresa: ne sono venuta a conoscenza leggendo la mail di un carissimo amico, il dott. Afredo Ambrosetti, che mi segnalava il link alla pagina del sito del Quirinale. Mai mi sarei aspettata di ricevere un riconoscimento così importante. Ovviamente è un riconoscimento che non onora la mia persona, non onora me in quanto sr Anna Monia, ma onora tutti coloro che, negli anni, hanno condiviso lo sforzo per il riconoscimento della libertà di scelta educativa. Posso affermare, con sincerità di mente e di cuore, che tutte le volte in cui vengo insignita di un premio, lo accetto solo perché in esso vedo un’occasione per portare all’attenzione di quante più persone possibile il tema che sta tanto a cuore a me e a molti altri. Un esempio concreto: da quando ho ricevuto l’Ambrogino d’oro si è creata un’attenzione sul tema scuola pubblica statale e scuola pubblica paritaria che mai prima avevo percepito. Pertanto, andando oltre quella che è una legittima soddisfazione per me, per la mia famiglia, per la mia Congregazione, la gioia più grande è quella della condivisione, della diffusione di un’idea: la scuola libera per tutti, oltre ogni discriminazione di carattere economico”.

Come e quando ha scelto la ‘missione’ delle scuole paritarie?

“Negli anni 90 cominciai ad interessarmi di Borsellino e Falcone. Leggendo di loro mi sono imbattuta negli scritti di Aldo Moro, di Sturzo. E allora il finale è scritto: libertà di scelta educativa, pluralismo scolastico, diritto di apprendere. Quel bisogno innato in me di libertà diveniva da libertà individuale a libertà sociale e quindi responsabilità sociale. Maturava la mia vocazione ma anche questo senso civico che poi è stato completato con gli studi di diritto ma anche con un bisogno di un impegno civile serio a favore della libertà. Ho capito che quel bisogno di libertà stava evolvendo e così, da una visione individualistica, mi aprivo ad una responsabilità sociale. Quindi la mia vocazione e l’impegno civico sono strettamente connessi ed interdipendenti. Non esisterebbero singolarmente. Non c’è nella mia vita un prima e un dopo, ho sempre visto continuità nei percorsi. Ecco perché credo sia importante che le due cose vadano tenute sempre insieme”.

Scuole al nastro di partenza. Quali problematiche e incertezze attendono gli alunni e le loro famiglie?

“Ahi noi, sempre le solite. Guardiamo alla scuola tutta. Superata, grazie a Dio, l’emergenza legata alla pandemia, l’attenzione è sempre puntata sui problemi che affliggono da decenni la scuola pubblica statale: mancanza dei docenti, precariato, carenza dei docenti di sostegno, spreco di risorse. Il Ministro Bianchi aveva iniziato un importante cammino di analisi e risoluzione dei problemi sopra accennati. Il Family Act – importantissima legge delega al Governo – prevedeva, inoltre, misure di sostegno alle famiglie mediante contributi destinati a coprire, anche per l’intero ammontare, il costo delle rette relative alla frequenza dei servizi educativi a partire dall’infanzia. La caduta del Governo ha bloccato tutto e siamo così alla solita situazione. Il mondo della scuola pubblica paritaria non è messo meglio: basti pensare alla chiusura di tantissime scuole pubbliche paritarie, specie al sud, veri presidi contro la criminalità organizzata. Mi chiedo: quanto vale la libertà di un cittadino se, in tempo di crisi, abbiamo preferito picconare e chiudere scuole paritarie, presidi di libertà e di legalità, pur di non dare quel buono scuola che avrebbe consentito alle famiglie di scegliere liberamente la scuola per i figli? La risposta è la seguente: la libertà, quella vera, è ritenuta pericolosa, meglio dare una parvenza di libertà. I cittadini possono scegliere tutto, tranne la scuola. L’anziano può scegliere l’ospedale dove farsi applicare la protesi che gli consentirà di camminare, il giovane non può scegliere la scuola che gli consentirà di pensare”.

Cosa chiede al nuovo Governo?

“Perché un allievo della scuola statale costa 10 mila euro quando il Ministero dell’Istruzione ha definito, con Nota dedicata e protocollata, che il costo medio di uno studente è pari a 7 mila euro e che un allievo della scuola paritaria costa, allo Stato, 500 euro? Ulteriore paradosso: un allievo in un sistema sano e pluralista costerebbe 5.500. Lo andiamo dicendo dal 2015 ma i cavilli della burocrazia impediscono la strada, come una strada di montagna dopo un forte temporale. La differenza sono i soldi intrappolati nella morsa dello spreco a) dalla politica che strumentalizza la crisi della scuola ai fini elettorali, b) da alcuni sindacati che ancora promettono posti di lavoro inesistenti. Questa è la verità. Pertanto al nuovo Governo chiedo di avere il coraggio di realizzare la riforma delle riforme, la riforma tanto attesa in modo che sia riconosciuto ai genitori il diritto alla libertà di scelta educativa, ai docenti la libertà di insegnamento, agli studenti il diritto di apprendere. La scuola pubblica statale sarà dunque finalmente autonoma, la scuola pubblica paritaria sarà finalmente libera. Libertà e autonomia: un binomio che fa paura a molti, più di quanto non si pensi”.

Qual è il ruolo degli adulti nell’educazione di bambini e ragazzi?

“Si tratta di un ruolo infinitamente importante e di cui tutti avvertiamo un grande bisogno. Faccio mie le stupende parole, sempre tanto attuali, del santo Papa Paolo VI: il mondo non ha bisogno di maestri ma di testimoni, o meglio, ha bisogno di maestri che siano tali in quanto testimoni. Testimoni di cosa? Di una vita buona, condotta nella consapevolezza che la nostra unicità debba essere spesa nella responsabilità per sé e per gli altri. I giovani di oggi, come quelli di ieri, hanno bisogno di qualcuno che indichi loro la bellezza della donazione, della relazione, dello stare accanto agli altri. Troppo spesso questi aspetti non sono stati presi nella dovuta considerazione con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: alludo al triste fenomeno della violenza tra gli adolescenti. Se un ragazzo è cresciuto nell’egoismo, vedrà, giocoforza, nell’altro una minaccia: conseguentemente la violenza e la sopraffazione saranno le uniche strategie possibili. Una parola anche in merito all’utilizzo dei social: quale modello di adulto i profili social di tante mamme e di tanti papà vogliono trasmettere? Talvolta i profili social di tante ragazze hanno contenuti più raffinati di quello delle rispettive genitrici. Riflettiamo anche su questo aspetto”.

Vuole concludere con un augurio agli studenti?

“Ripeto le parole della lettera che ho inviato agli studenti delle scuole della mia Congregazione. Il mio augurio è che gli studenti italiani si rendano conto della necessità che la Scuola sia aperta e intelligente, seria e stimolante, attraverso docenti motivati ad un lavoro particolare, fatto di attenzione, sensibilità e dedizione, docenti che facciano comprendere pienamente il valore della vita. La nostra vita vale tanto, anzitutto per noi stessi, ma anche per le nostre famiglie e per la società che possiamo migliorare col cuore e con l’intelligenza, secondo le nostre capacità e potenzialità. Una dimensione del vivere molto diversa rispetto a quella che tanti episodi di cronaca ci raccontano, episodi molto spesso di cronaca nera. Avvertiamo tutti, nel profondo, la necessità di un cambiamento nella formazione dei giovani, troppo spesso delusi, abbandonati nell’ozio o vittime della violenza. La scuola sia posta al centro della società, al centro della campagna elettorale con proposte fattive e non improntate alla perpetuazione di una ideologia che discrimina e impoverisce”.

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