Otto milioni di italiani a rischio alcolismo. Il killer “silenzioso” nella bottiglia

Aumentano gli adolescenti che assumono sei o più bevande alcoliche insieme ("binge drinking") e i bevitori cronici che si espongono al pericolo di cirrosi epatica, disturbi mentali e dipendenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00
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Tra le dipendenze l’alcolismo è quella più diffusa. Eppure si parla poco sui mass media e nell’opinione pubblica del “killer silenzioso” nella bottiglia. Secondo i dati del ministero della Salute, in Italia fanno uso di alcol 36 milioni di persone (20 milioni uomini, 16 milioni donne). A rischio di alcolismo sono 8 milioni di italiani. La Fondazione Umberto Veronesi ha quantificato la soglia del pericolo. “Preghiamo affinché tutte le persone sotto l’influenza delle dipendenze possano essere ben aiutate e accompagnate”, ha invocato papa Francesco . La tragedia delle moderne schiavitù contempla non solo droghe e alcool. Ma anche le dipendenze dal gioco. Dalla pornografia. E dai “pericoli dello spazio virtuale”, come il chiama il Pontefice

 

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La soglia dell’alcolismo

Essere a rischio significa, spiega il professor Paolo Veronesi, significa eccedere nel consumo delle unità alcoliche giornaliere. Precisa il direttore della fondazione e di Senologia chirurgica allo Ieo di Milano: “Ogni unità equivale a 12 grammi di alcol, cioè un bicchiere di vino. Per le donne il limite per rimanere nel consumo moderato è un’unità alcolica al giorno. Per gli uomini due”. Tra i consumatori a rischio (8 milioni di persone), gli adolescenti che assumono sei o più bevande alcoliche insieme (“binge drinking”). E i bevitori cronici che si espongono al pericolo di cirrosi epatica, disturbi mentali e dipendenza.alcolismo

Criticità

Le criticità nei modelli del bere emergono, dunque, soprattutto per tre categorie. I minori e adolescenti. Le donne. E gli anziani. Sos per 750 mila minorenni, prevalentemente 16-17enni. E per oltre 2,7 milioni di over 65. Nella terza età un maschio su tre e una donna su dieci consumano secondo modalità a rischio. La prevalenza di consumatori “oltre il limite” di sesso maschile è superiore a quelle delle donne. Per tutte le classi di età ad eccezione dei minorenni. Insomma, persiste uno zoccolo duro rappresentato da un numero elevato di consumatori e consumatrici senza freni. Con un ulteriore incremento in pandemia: 23,6% per i maschi e 9,7% per le femmine. A preoccupare in particolar modo è l’aumento registrato nel 2020 delle giovani consumatrici a rischio. Per la prima volta le 14-17enni superano per numerosità i loro coetanei schiavi dell’alcol. Ciò in un quadro complessivo d’incremento del rischio al femminile diffuso a tutte le classi di età fino ai 60 anni.alcolismo

Sos abbuffata alcolica

In allarmante aumento il binge drinking. Cioè l’abbuffata alcolica di 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione. Si tratta di una modalità “choc” seguita da oltre 3,8 milioni di consumatori (2,8 milioni maschi, un milione di femmine). Di cui 830.000 11-25enni (21,8 % del totale dei “binge drinkers” in Italia) che giungono all’intossicazione. Un grave problema di salute collettiva. E di pressione sul sistema di pronto intervento per le procedure di disintossicazione e di ricovero. I “binge drinkers” sono il 10,8% tra gli uomini e il 3,5% delle donne al di sopra degli 11 anni. I livelli più elevati in assoluto nella popolazione hanno riguardato il 16% dei 18-24enni . Di questi il 20,6% maschi e l’11% femmine

Effetto Covid

Salgono gli acquisti di alcolici su canali online di e-commerce. Nel 2020 + 250% nei consumi domestici e nell’home delivery di bevande alcoliche. L’isolamento per la pandemia ha portato ad un incremento di consumo incontrollato. Anche favorito da aperitivi digitali sulle chat e sui social network. Spesso in compensazione della tensione conseguente all’isolamento. Alle problematiche economiche, lavorative, relazionali. E dei timori diffusi nella popolazione resa sicuramente più fragile dall’emergenza Covid.

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