Guerra dei dazi, ecco perché tutti ne usciremo più poveri

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La scure statunitense si sta per abbattere sull'economia italiana con gravi ripercussioni per il Made In Italy. Anche se non è ancora chiaro quale direzione prenderanno i 7 miliardi di dazi che gli Stati Uniti vogliono applicare all'Europa, esiste, per l'Italia, un rischio di riduzione del Pil pari allo 0,1-0,2%, questo facendo una stima di quella che può essere la reazione della domanda estera al fatto che i prodotti agroalimentari italiani costeranno di più. Il tutto nasce dalla sanzione che l'Europa ha ricevuto per gli aiuti di stato a Airbus. Certamente, se l'Italia è stata coinvolta in questa guerra commerciale, significa che gli Usa hanno delle partite aperte con il nostro Paese e che le vogliono affrontare. 

Ma si tratta di una battaglia non della conclusione della guerra. Per il prossimo anno, infatti, è attesa la sentenza del Wto che si pronuncerà su quanti dazi potrà imporre l'Ue contro gli Usa, che a sua volta erano stati sanzionati per gli aiuti di Stato a Boeing. Questa situazione è complessivamente negativa per l'economia mondiale. Per capire meglio: pensiamo a due pugili sul ring; il primo colpirà il suo avversario, e poi? E' chiaro che non finisce tutto così. Si tratta di una serie di azioni e reazioni da cui alla fine usciremo tutti più poveri. 

Da una parte i dazi degli Stati Uniti, dall'altra le sanzioni dell'Ue alla Russia che limitano le esportazioni italiane e ancora la frenata economica della Germania, una tempesta perfetta nel mezzo della quale si trova l'Italia. Ma non bisogna dimenticare che la nostra è un'economia molto forte e quindi il Belpaese deve continuare a fare il suo lavoro. L'Italia dovrebbe avere lo stesso spirito che ha un atleta paralimpico: non piange su quelli che sono i suoi vincoli ma cerca di fare il massimo a partire dalla propria condizione. L'Italia è una delle maggiori potenze mondiali della manifattura, esporta su tutti i mercati del mondo e, quindi, nonostante le difficoltà legate ad alcuni settori o Paesi, ha nelle sue mani tutti gli strumenti per farcela e per migliorare. Bisogna lavorare sulla qualità. Siamo “condannati” a migliorare sulla qualità perché è l'unico mondo di competere in un sistema globale nel quale, se giochi sul prezzo, sei già sconfitto. 

Da quando Trump ha iniziato la nuova e aggressiva politica commerciale, le previsioni di crescita del Pil mondiale sono calate. E' evidente che questa non è la strada giusta, ma purtroppo lo spirito e il modo di ragionare de presidente statunitense ci spingono in questa direzione. Continuando con la guerra dei dazi si rischia di finire in un circolo vizioso dal quale sarà poi difficile uscire. In economia si può fare 1+1=3, ossia la fatica della cooperazione che però produce valore aggiunto; oppure si può fare 1 contro 1 = minore di due, cioè litigare su qualunque cosa, ma alla fine ci si accorge che hanno perso tutti

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