Uccise il figlio di 7 anni, Paitoni si suicida in carcere

Davide Paitoni, 40 anni, in carcere a Milano per aver ucciso il figlio di 7 anni il primo gennaio scorso, si è suicidato a San Vittore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:32

Davide Paitoni, 40 anni, in carcere a Milano per aver ucciso il figlio di 7 anni il primo gennaio scorso, si è suicidato. Lo ha appreso Ansa da fonti giudiziarie.

“Davide Paitoni, accusato di aver ucciso il figlio Daniele di sette anni in Morazzone il primo gennaio scorso, si è suicidato nella sua cella nel carcere di San Vittore – scrive in una nota il Procuratore della Repubblica di Varese Daniela Borgonovo – Il 6 luglio gli era stato notificato l’avviso di conclusione indagini in relazione all’omicidio del figlio e domani era fissata la discussione, con giudizio abbreviato, nel procedimento per tentato omicidio di un collega di lavoro e per aver tentato di uccidere la moglie, dalla quale si stava separando”.

L’omicidio del figlio Daniele

La tragedia si era verificata nella casa del padre dell’indagato a Morazzone, comune in provincia di Varese, nella notte di Capodanno. L’uomo si trovava nell’abitazione agli arresti domiciliari perché accusato del tentato omicidio di un collega. Dopo avere sgozzato il piccolo, aveva nascosto il cadavere in un armadio. Poi, aveva tentato la fuga in Svizzera attraverso i boschi, ma era stato catturato.

Legale Paitoni: “Ognuno faccia conti con propria coscienza”

“Ognuno faccia i conti con la propria coscienza”. Queste la parole all’ANSA dell’avvocato di Davide Paitoni, Stefano Bruno, dopo il suicidio del 40enne, in carcere per l’omicidio del figlio Daniele, a cui ieri è stato reso noto il rigetto del Gip di Varese alla richiesta di una perizia psichiatrica per il killer.

Ieri, infatti, il giudice aveva negato la perizia psichiatrica, stabilendo che le modalità con cui commise il reato erano talmente chiare da non rendere necessario l’esame.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.