Ocmin: “Attivare un piano straordinario per la pace e la giustizia sociale”

L'intervento di Liliana Ocmin, delegato dei lavoratori, alla Plenaria della 110ª sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:20

E’ in corso a Roma, dopo due anni di pandemia, la Conferenza Internazionale del Lavoro. Partecipano in presenza 1.000 delegati in rappresentanza dei governi, dei lavoratori e delle organizzazioni datoriali di 187 Paesi, mentre 7.000 partecipano seguendo i lavori online. Riportiamo in forma integrale l’intervento di Liliana Ocmin, Delegata dei lavoratori.

Il discorso integrale di Liliana Ocmin

“Signor Presidente, Signor Direttore Generale, Illustri presenti, questa conferenza inizia in un momento cruciale per il mondo. La pandemia di Covid-19, l’aumento dei conflitti armati, compresa l’invasione russa dell’Ucraina, e il cambiamento climatico stanno causando la più grande depressione dal 1929, con effetti sanitari, economici e sociali devastanti, soprattutto per i paesi più poveri. Sono le donne e i giovani a pagare il prezzo più alto.

Come ha sottolineato il Direttore Generale nel suo Rapporto alla Conferenza, esiste un legame indissolubile tra Pace, democrazia e giustizia sociale. Ecco perché condividiamo la tua preoccupazione. Inoltre, sono trascorsi più di quarant’anni da quando la Conferenza discute e mette all’ordine del giorno la drammatica situazione dei lavoratori nei territori arabi occupati.

Grande preoccupazione deriva anche dai terribili effetti della nuova dittatura in Myanmar, che cerca di cancellare la democrazia e i diritti umani fondamentali, con arresti, esecuzioni extragiudiziali e crimini contro l’umanità, consentendo alle multinazionali e a più di 100 marchi di moda di violare tali diritti, libertà di associazione e negoziazione e imposizione di condizioni di lavoro schiavo. La due diligence non è possibile in tali condizioni.

In questi mesi l’Europa e i Paesi poveri stanno subendo gli effetti della guerra in Ucraina, con una gravissima crisi umanitaria, alimentare, energetica e finanziaria, che sta producendo un aumento della tratta di esseri umani, del lavoro forzato e minorile e un aumento degli aiuti umanitari migrazione.

È urgente attivare un piano straordinario delle istituzioni internazionali, dei governi e delle parti sociali per la pace e la giustizia sociale, compreso il Doha Action Program, per guidare le profonde trasformazioni del lavoro indotte dai cambiamenti tecnologici, climatici, demografici e dalle catene di approvvigionamento globale, con aumento del rischio di segregazione e sfruttamento per i lavoratori migranti.

Insieme dovremo attuare soluzioni innovative che non lascino indietro nessuno, garantendo a tutti un lavoro dignitoso, contrastando il lavoro dell’economia informale e sommersa in tutti i settori, attraverso ‘nuove politiche del lavoro’, come affermato nel Rapporto in discussione in questa Conferenza.

Allo stesso tempo, sarà fondamentale promuovere sistemi di protezione sociale capaci di combattere la povertà e la vulnerabilità sul lavoro, debellando e prevenendo il lavoro minorile, non solo attraverso la ratifica ma soprattutto attraverso l’attuazione di entrambe le convenzioni n. 138 e n. 182, coniugandoli con un sistema di formazione continua, attuando politiche pubbliche che generino condizioni di lavoro buone, dignitose e sicure.

I tre temi centrali di questa Conferenza: salute e sicurezza, apprendimento ed economia sociale e solidale sono fortemente interconnessi e devono essere sviluppati con una forte attenzione all’empowerment dei giovani e delle donne.

In questo senso, la CGIL CISL UIL considera storico il traguardo raggiunto con la Risoluzione sull’inclusione del diritto alla salute e sicurezza nella Dichiarazione ILO del 1998 sui principi fondamentali e sui diritti del lavoro. Inoltre, è importante fare riferimento alle due convenzioni n. 155 e n. 187.

In Italia ospitiamo con orgoglio il Centro di Formazione ILO a Torino, una struttura fondamentale per il mondo del lavoro. Le Confederazioni italiane si impegnano a preservare il proprio carattere pubblico, anche nell’ambito della proposta di riforma, le attività di confronto, la professionalità e la modernità della struttura, finalizzate alla formazione degli elettori sui diritti e le norme del lavoro.

Infine, a nome della CGIL CISL UIL, voglio ringraziare il Direttore uscente Guy Ryder per il suo lungo e costante impegno nel corso degli anni ed esprimere i miei migliori auguri di buon lavoro al futuro Direttore Generale Gilbert F. Houngbo. Grazie per l’attenzione”.

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