Milano: false cooperative facevano lavorare 2000 dipendenti in nero

22 persone sono indagate per reati fiscali e fallimentari connessi alla somministrazione illecita di manodopera

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:43

La Guardia di Finanza di Milano ha scoperto oltre 2000 lavoratori irregolari in tre cooperative. Al termine dell’indagine sono 22 le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Milano per reati fiscali e fallimentari connessi alla somministrazione illecita di manodopera.

Secondo le indagine, condotte dalla Compagnia di Gorgonzola, le tre cooperative dal 2014 al 2019, pur avendo numerosi lavoratori dipendenti, usavano anche numerosi lavoratori in nero. Le coop presentavano evidenti profili di rischio fiscale sintomatici dell’assenza di una reale struttura aziendale, come omessi versamenti delle imposte o indebite compensazioni.

Al termine degli approfondimenti, i Finanzieri hanno ricostruito il sistema di rapporti fraudolenti tra le tre cooperative e le società che utilizzavano la manodopera.

Lavoratori in nero

In sostanza – spiega la GdF – è stato accertato che la costituzione delle cooperative rappresentava solo uno schermo per consentire l’assunzione di lavoratori da impiegare successivamente presso le società committenti, con il doppio beneficio di non avere formalmente in carico i dipendenti sotto il profilo contributivo-assistenziale e di risparmiare sul costo della manodopera per via del “servizio” economicamente più vantaggioso fornito dalle cooperative.

A tutte le società coinvolte – rende noto la Gdf – è stata applicata la sanzione amministrativa prevista nel caso di somministrazione/utilizzazione illecita di manodopera che prevede un pagamento fino a un massimo di 50 mila euro. Ad oggi, sono stati versati nelle casse dello Stato oltre 180 mila euro. Agli indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini per i reati fiscali e fallimentari conseguenti alla somministrazione illecita di manodopera.

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