GIOVEDÌ 23 AGOSTO 2018, 09:59, IN TERRIS


CILE

Presentato progetto per legalizzare l'aborto libero

Proteste e manifestazione all'interno del parlamento cileno

CAROLINA GARCIA
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n gruppo di dieci senatrici ha presentato un disegno di legge per legalizzare l'aborto fino a 14 settimane di gestazione, senza condizioni. Nel Paese sudamericano, infatti, dieci mesi fa è entrata in vigore una legge che depenalizza l'interruzione volontaria della gravidanza in tre casi: rischio di vita per la madre, stupro e quando il feto presenta difetti congeniti che lo porterebbero alla morte. 


Il disegno di legge

Il ddl èstato preparato dalla Corporation Umana e discusso dalla "Tabella di azione per l'aborto" ed è sostenuto da una dozzina di deputati comunisti, socialisti, per la democrazia (Ppd), Progressive (Pro) e politici che compongono il gruppo di sinistra Frente Amplio (Fa), così come riporta il sito www.infobae.com. 

Il testo presentato nella giornata di martedì, sostiene che l'attuale criminalizzazione dell'aborto costituisca "una violazione molto grave dei diritti umani delle donne" e un'ostacolo verso "l'autonomia delle donne a prendere decisioni sulla propria vita". 


Proteste

Non appena la notizia è stata rilnaciata dalla stampa, piccoli gruppi di attivisti pro e anti aborto hanno manifestato all'interno del parlamento cileno, i primi con i fazzoletti verdi, i secondi con fazzoletti celesti, riprendendo i colori della recente battaglia in Argentina. 

Nel frattempo, in risposta alla mozione, i deputati del partito conservatore Unione Democratica Indipendente (Udi) hanno annunciato la presentazione di un progetto per sancire nella Costituzione il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale


Alcuni dati

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute cileno - riportati da www.infobae.com - dopo l'approvazione della legge che depenalizzava l'aborto nelle tre casistiche elencate sopra, in Cile sono state eseguite 394 procedure di interruzione di gravidaza: 194 (ossia il 49%) per il rischio di morte della mdre; 136 (35%) a causa di difetti congeniti nel feto e 64 (16%) su donne che hanno subito violenza sessuale. Inoltre 23 donne hanno deciso di continuare la loro gravidanza dopo un programma di accompagnamento previsto dalla legge. 

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