VENERDÌ 08 FEBBRAIO 2019, 03:57, IN TERRIS


USA

Jeff Bezos accusa: "Io ricattato"

Il Ceo di Amazon punta il dito contro un tabloid vicino a Trump che avrebbe avuto in mano suo foto intime: "Non ho ceduto"

REDAZIONE
Jeff Bezos
Jeff Bezos
B

ezos contro Trump, forse il capitolo più duro dello scontro. Il fondatore e Ceo di Amazon, infatti, ha rivelato (in tono accusatorio) di aver subito un ricatto e, addirittura, "un tentativo di estorsione" da parte di un tabloid vicino al presidente degli Stati Uniti. Del quale fa anche il nome: si tratta del National Enquirer, testata scandalistica sotto il controllo dell'American media inc. (Ami) di David Pecker. Bezos, che è anche editore del Washington post, ha rivelato il tutto in un lungo post apparso sui suoi profili social, con tanto di pubblicazione dei contenuti delle mail incriminate, nelle quali si leggono minacce circa la diffusione di fotografie del Ceo assieme alla sua fidanzata, la ex giornalista Lauren Sanchez. Foto molto intime e personali pare.


Il ricatto

Il motivo di tali ricatti è spiegato in una di queste mail: dare un taglio alle indagini avviate dallo stesso Bezos sulla presunta inchiesta scandalistica a suo carico svolta dal Ne e dichiarare pubblicamente di non avere in mano elementi per dichiarare che lo scoop del tabloid fosse dettato da motivazioni politiche. Un giro piuttosto complicato che, però, Bezos sembra essere riuscito a rigirare a proprio vantaggio, pubblicando per primo le mail "scottanti" che avrebbero fatto da impalcatura al ricatto. Al Ceo di Amazon si chiedeva di "usare il buon senso" ma la realtà dei fatti è che lui, invece, ha rivelato tutto: "La mia proprietà del Washington Post è una cosa molto complicata. E' inevitabile che certe persone potenti che sono oggetto della copertura del giornale pensino che io sono un loro nemico. E il presidente Trump è una di queste persone, come appare ovvio dai suoi tanti tweet".


I rapporti con i sauditi

Nelle sue accuse, Bezos mette nel mirino i rapporti fra Trump e Pecker anche su un piano delle relazioni politiche visto che, secondo quanto scritto nel post, "dopo che Trump divenne presidente, ricompensò la lealtà di Mr. Pecker con una cena alla Casa Bianca alla quale l'esecutivo dei media portò un ospite con importanti legami con i reali in Arabia Saudita". Bezos prosegue affermando che "all'epoca, il signor Pecker si occupava di affari e cercava finanziamenti per le acquisizioni". Frasi sibilline che hanno la peculiarità di aver allargato, probabilmente in modo insanabile, il terreno dello scontro (ormai aperto) con Donald Trump.

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