VENERDÌ 21 SETTEMBRE 2018, 10:17, IN TERRIS


ONU

Appello a Israele: "Non distrugga il villaggio palestinese"

L'Italia e altri sette Paesi: "Demolire Khan al-Ahmar avrebbe contraccolpi sulla pace"

REDAZIONE
Palestinesi e altri attivisti protestano contro la demolizione - The Times of Israel
Palestinesi e altri attivisti protestano contro la demolizione - The Times of Israel
L'

Onu incalza Israele. Un appello dal Palazzo di Vetro giunge a Tel Aviv da parte degli ambasciatori di Italia e di altri sette Paesi - Gran Bretagna, Francia, Germania, Svezia, Belgio, Polonia, Olanda - in cui si chiede: “Non distruggete il villaggio palestinese di Khan al-Ahmar”. Come riporta il sito OnuItalia, in una dichiarazione letta mercoledì, poco prima della discussione al consiglio di sicurezza sul Medio Oriente, gli ambasciatori delle otto nazioni (l'Italia era rappresentata da Mariangela Zappia) hanno messo in guardia sui contraccolpi che l’intervento minacciato da Gerusalemme potrebbe avere sulla pace e sulla prospettiva di una “two-state solution”, cioè della creazione di uno Stato palestinese a fianco di quello israeliano.

Il villaggio di Khan al-Ahmar, dove vivono circa 200 palestinesi, è in un punto strategico: a Est di Gerusalemme, sulla strada che porta al mar Morto, è vicino a un importante insediamento di coloni israeliani ed è in una posizione tale da preservare la contiguità di un futuro Stato palestinese. Con la scusa che mancavano i permessi di costruzione - riferisce sempre OnuItalia - Israele ne ha ordinato la demolizione (avallata il 5 settembre da una sentenza della corte suprema). E ipotizza lo spostamento delle famiglie palestinesi in un altro luogo. L’Unione europea, che ha speso più di 300 mila euro per aiutare quella comunità, in particolare finanziando la costruzione di una scuola, ha reagito male alla decisione. Mercoledì gli ambasciatori all’Onu di otto Paesi europei sono usciti allo scoperto, chiedendo una inversione di rotta. Intanto però le ruspe israeliane sarebbero già entrate in azione. Il sito Zeroincondotta riferisce: "Solo pochi giorni fa l'esercito è entrato e ha iniziato a demolire le prime case scippando le bandiere della Palestina sostituendole con quelle israeliane. Intanto notte e giorno si aspetta l'evacuazione che pare inevitabile. Vicino a una discarica alla periferia di Gerusalemme sono già pronti i container di lamiera che dovranno accogliere i beduini e i loro animali".

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a direttore@interris.it

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
TURCHIA

Terremoto magnitudo 5.5, nessuna vittima

Colpita la provincia di Denizli, danneggiate alcune case in legno
Nicola Zingaretti

Noblesse oblige

Appena eletto a Segretario nazionale del Partito Democratico, su Nicola Zingaretti immediatamente un settimanale...
La stretta di mano fra i due presidenti
USA

Trump riceve Bolsonaro, intesa a Washington

Primo faccia a faccia fra i due presidenti: commercio, Venezuela e Nato al centro dei colloqui
Lorenzo Orsetti
SIRIA

Recuperato il corpo di Lorenzo Orsetti

Lo conferma suo padre. Il combattente italiano in un video: "Rifarei questa scelta cento volte"
La nave
MIGRANTI

Salvini: "Non è salvataggio, ma traffico esseri umani"

Così il vicepremier a proposito della "Mare Ionio", ancora al largo delle coste libiche
L'ambasciatore Usa Grenell
LO SCONTRO

Berlino e Washington ai ferri corti

Huawei e spese militari, rapporti tesi. Chiesta l'espulsione dell'ambasciatore Usa