Minori, il pericolo si annida tra i banchi di scuola

Il rischio abusi non risparmia l'istruzione. Si moltiplicano gli orchi che trasformano le scuole in trappole per adescare minori. L'impegno di Telefono Azzurro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

I destinatari del progetto per la protezione dell’infanzia sono gli alunni delle scuole. All’interno delle classi l’obiettivo è tutelare i diritti sanciti nella Convenzione Onu del 1989. La scuola, avverte Telefono Azzurro, è un ambito privilegiato per aiutare i ragazzi in un momento particolarmente critico, a livello sociale, per il dilagare del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Le cronache riportano invece un’escalation di abusi compiuti in aule scolastiche nelle quali i minori diventano vittime di orchi.

Fonte: ANSA

Minori come prede

Un maestro altoatesino è stato condannato ad una pena di 4 anni di reclusione per pedofilia. L’uomo aveva ripetutamente palpeggiato 11 suoi alunni, sia maschi che femmine, durante le lezioni in una scuola elementare altoatesina. Al maestro la procura contestava la violenza sessuale. Aggravata dal fatto che le vittime erano di età inferiore ai dieci anni ed erano affidategli per finalità di insegnamento.

Filmati sconvolgenti

L’insegnante aveva approfittato della sua posizione professionale per palpeggiare e accarezzare con insistenza sulle parti intime i suoi alunni durante le lezioni, in diverse occasioni. Gli abusi erano stati documentati dagli inequivocabili filmati registrati da due microtelecamere. Erano state installate in classe dagli inquirenti in fase di indagine. Al termine della quale, nel giugno 2018, il maestro era stato arrestato e immediatamente sospeso dall’incarico.

Vittime

Alla condanna a 4 anni si è giunti con uno sconto di pena legato al rito abbreviato. Durante il processo, il giudice ha anche preso atto del risarcimento in denaro che è stato liquidato dal maestro alle famiglie degli alunni molestati, che si erano costituite parte civile. Non si forniscono volutamente riferimenti all’identità del maestro per non rendere, di conseguenza, riconoscibili anche le vittime degli atti di pedofilia.

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