C’è un identikit per il serial killer dei cavalli. Don Buonaiuto: “La mutilazione animale è un surrogato del sacrificio umano”

Si stringe il cerchio attorno all'uomo che ha mutilato 11 cavalli in Francia. L'analisi a Interris.it di don Aldo Buonaiuto (Servizio Antisette Papa Giovanni XXIII)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:09

L’ultimo caso è l’uccisione di una giumenta nell’ovest, orecchio destro sezionato. Si stringe il cerchio attorno all’uomo che ha ucciso e mutilato 11 cavalli in Francia per rituali satanici. La polizia dispone di un identikit. Interris.it ha raccolto l’analisi dell’esperto e animatore del Servizio Anti-sette della Comunità Papa Giovanni XXIII, don Aldo Buonaiuto, esorcista ed autore sull’occultismo settario del libro d’inchiesta “Gli artigiani del diavolo” (Rubbettino).

Serial killer di cavalli

“Simbolicamente la mutilazione animale significa una cosa ben precisa- spiega don Buonaiuto a Interris.it-. E’, infatti, un’alternativa al sacrificio umano. Nell’animale vengono asportati organi che hanno un significato principalmente nel mondo della stregoneria. Gli investigatori hanno l’esigenza di appurare se si tratti di uno  psicopatico, di un occultista ‘fai da te’ o di un maniaco ossessionato dalla simbologia dei rituali satanici. Bisogna accertare se il mutilatore dei cavalli abbia uno scopo che vada oltre il suo operato individuale, se sia inquadrato nelle pratiche di una setta“. Tra le ipotesi da valutare, sottolinea don Buonaiuto, c’è che il serial killer dei cavalli “non abbia inventato dal nulla la sua condotta criminale, ma abbia attinto date e modalità d’azione dai calendari legati all’occultismo”. In alcuni giorni e periodi dell’anno, infatti, è “sottesa una connessione più stretta con il mondo delle tenebre”. Episodi ancora più inquietanti, quindi, qualora vengano dimostrati riconducibili al significato di queste date. “Abbiamo a che fare con una mente malata, settaria o diabolica– puntualizza don Buonaiuto-. Il cavallo non è un animale qualsiasi. E’ uno degli animali più vicini all’uomo e in maggior simbiosi con lui. Uomo e cavallo non possono fare a meno l’uno dell’altro. E’ uno degli animali più importanti per intelligenza, nobiltà e forza. Ha anche un significato biblico: nella Sacre Scritture gli angeli sono raffigurati a cavallo. Da queste mutilazioni si riflette una luce fosca, sconcertante”.

L’inchiesta

Gli inquirenti setacciano le zone dei fatti e non escludono alcuna ipotesi, dalla sfida macabra lanciata su Internet al maniaco, fino ai gruppi di satanisti. Alcuni propendono per l’eccessiva mediatizzazione che potrebbe aver incitato all’emulazione. In Inghilterra una trentina di episodi del genere si registrarono nel 1992 e 1993 ma il caso rimase irrisolto. Una strana serie di morti violente di cavalli, mutilati e uccisi, è il mistero di fine estate in Francia. In parecchie regioni si indaga ormai da mesi in più direzioni mentre serpeggia l’ipotesi dei rituali di adepti del satanismo. Tutto è cominciato il 14 maggio, quando nella Somme, nel nord, la proprietaria di una scuderia ha trovato uccisa la sua giumenta di 3 anni. “Aveva un orecchio tagliato molto profondamente nella testa, le era stato asportata una metà dell’occhio“, raccontò la donna. L’autopsia dell’animale confermò le ferite profonde con arma affilata ma la causa del decesso non fu stabilita. In mancanza di prove di un veleno o di un sedativo utilizzati per addormentare l’animale prima dell’intervento. A fine giugno Le Parisien scovò negli archivi della polizia un dossier con almeno altri 11 fatti simili avvenuti a partire dal dicembre 2018. Il fenomeno, da allora, si è riprodotto nella notte fra l’1 e il 2 agosto, con la morte e la mutilazione di un pony in banlieue di Parigi, poi l’8 agosto è toccato a una puledra di 18 mesi nel centro della Francia, a Cluny, anche lei con un orecchio tagliato, un occhio strappato, una pugnalata al cuore e l’asportazione della vagina. Altri due casi – nel Jura (sud-est) e nel nord – hanno funestato gli ultimi giorni, mentre un misterioso prelievo di organi è stato effettuato su un cavallo nella Loira.

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