La giallista di Dio e la stella di Betlemme

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:08

Un soggetto inedito per Agata Christie: il Natale. Racconti sparsi e poesie, il tocco emozionante di una grande scrittrice. In una Betlemme del tutto particolare, un angelo appare a Maria e le offre una visione del futuro e la possibilità di cambiarlo. Oppure la strana storia della signora Hargreaves, che desidera amare la gente ma non riesce a farlo, fino all'arrivo di uno sconosciuto. 

Fede profonda

Hercule Poirot è il geniale protagonista dei romanzi scritti dalla regina del giallo, Agatha Christie. È originario del Belgio, profondamente cattolico e molto legato alla recita quotidiana del santo rosario, capace di risolvere con sensibilità d'animo e rigore morale complicati enigmi. Sapere che il male non si ferma da solo responsabilizza la sua difesa del bene. Con il ragiomento e lo spirito di osservazione l'astuto Hercule riesce sempre a scoprire chi ha commesso l'efferato omicidio e l'ordine e il metodo sono da sempre sui fidati alleati nella risoluzione dei casi più misteriosi. Agatha Christie era una donna di grandissima fede tanto che alla fine degli anni sessanta si impegnò con fervore in difesa del latino liturgico. La sua  morte è  avvenuta a Wallingford, vicino ad Oxford, il 12 gennaio del 1976 e tanti sono gli aspetti religiosi asolutamente poco noti della sua opera. Si scopre così che la prolifica scrittrice inglese nata il 15 settembre 1890 a Torquay, nel Devon, oltre ad aver dato vita a personaggi indimenticabili come Hercule Poirot o Miss Marple che popolano una valanga di piccoli capolavori, ha scritto anche una serie di libri di grande spiritualità. Il più rilevante è ''La stella di Betlemme'', un volume di racconti e poesie uscito nel '65, e pubblicato in Italia l'anno successivo. E in questo caso i protagonisti sono Maria di Nazareth e Santa Caterina d'Alessandria, Giovanni di Patmos e Giuseppe di Arimatea.

Rito anglo-cattolico 

La giallista aveva una fitta consuetudine con i santi fin da bambina. Era stata infatti battezzata nella parrocchia di Tutti i Santi, alla cui costruzione aveva generosamente contribuito il padre, e alla quale rimase sempre legata. Tutti i Santi, evidenzia Avvenire, era ed è una chiesa di rito anglo-cattolico, il che vale a dire che la confessione religiosa della Christie era la stessa di St. Thomas Stearns Eliot: il cossidetto “ramo alto” della Chiesa d'Inghilterra, che presta grande attenzione agli aspetti formali della liturgia, conservando la celebrazione della Messa in latino. Cosa per la quale la Christie si batté con forza. Quando la riforma liturgica introdotta dal Concilio Vaticano II era ormai diffusa in tutto il mondo, insieme ad un nutrito gruppo di intellettuali britannici rivolse un appello alla Santa Sede affinché il rito latino venisse considerato “patrimonio della cultura universale”, indipendentemente da qualsiasi considerazione di tipo confessionale. Tra i firmatari, Graham Greene, Malcom Muggeridge, e anglicani di provata obbedienza come Lord Acton. Ma è certo che il nome che fece piu' colpo in Vaticano fu quello di Agatha, tanto che la decisione di consentire le celebrazioni latine in Inghilterra passò scherzosamente alla storia come ''indulto di Agatha Christie''.

 

 

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