Ecco perché l’Italia è il Paese più tartassato in Europa

Secondo i commercialisti la pressione fiscale sopportata dai cittadini sarebbe maggiore di quella stimata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:52

“Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse” recita un famoso aforisma di Benjamin Franklin, scienziato, politico e scrittore americano, di inizio Settecento, figlio di un mercante inglese che non aveva dubbio sul peso della pressione fiscale sulla vita delle persone!

L’allarme lanciato dai Commercialisti

Secondo uno studio del Consiglio e della Fondazione nazionale dei commercialisti “la pressione fiscale è più alta del 5,8% di quella reale (42,4%)” superando il 48%. E ciò fa del nostro “il Paese più tartassato d’Europa“, scrivono i professionisti.

Il 2019 l’anno “incriminato”

Dopo l’ultimo pesante shock del 2012-2013 (+2,1%), nel quinquennio 2014-2018 si è verificato un significativo rientro (-1,7%), che ha riguardato prevalentemente le imprese: ma poi, nel 2019 c’è stato un brusco incremento di 0,7 punti che praticamente riportato la situazione indietro di quattro anni.

L’economia illegale vale il 12%del Pil

I Commercialisti hanno sapere che “al netto del sommerso e dell’economia illegale, pari al 12% del Prodotto interno lordo, ovvero 215 miliardi di euro“, gli oneri derivanti da tassazione raggiungono “il 48,2% (+5,8% rispetto a quella ufficiale)”. E, si legge nel dossier, malgrado gli interventi legislativi sul cuneo fiscale degli ultimi anni, l’indicatore Ocse che lo misura “pone l’Italia ai primi posti in Europa: al terzo posto per dipendente single con il 48% e al primo posto per dipendente sposato con due figli con il 39,2%”.

Il peso delle tasse sulle famiglie

Secondo la rielaborazione della Fondazione nazionale dei commercialisti dei dati Istat, la pressione fiscale sulle famiglie italiane è risultata nel 2019 pari al 18%, in crescita di 0,3 punti rispetto al 2018; dopo l’aumento delle tasse nel 2012-2013 di 2,1 punti, si è ulteriormente incrementata per poi rientrare leggermente negli ultimi due anni e rimanere quindi invariata, mentre nello stesso periodo la pressione fiscale complessiva si è ridotta di un punto percentuale.

Gli squilibri nel mondo del lavoro

Nonostante gli interventi sul cuneo fiscale degli ultimi anni, l’indicatore Ocse che misura il cuneo pone l’Italia ai primi posti in Europa: terzo posto per dipendente single con il 48% e primo posto per dipendente sposato con due figli con il 39,2%. Nel confronto internazionale, la pressione fiscale si mostra sbilanciata dal lato del lavoro rispetto al consumo.

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