Dalla guida della Bce a quella dell’Italia: Mario Draghi siederà a Palazzo Chigi?

La Borsa di Milano allunga a +3% con l'arrivo dell'ex presidente della Bce, Mario Draghi, al Quirinale per l'incarico di governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:39
Mario Draghi

La Borsa di Milano allunga a +3% con l’arrivo dell’ex presidente della Bce, Mario Draghi al Quirinale per l’incarico di un governo di alto profilo.

Aperture infatti tutte in rialzo per la Borse europee, con l’Ftse Mib che balza del 2% e sale a 22.519 punti, mentre il margine Btp Bund tedesco è sceso fino a 104 punti base. Il decennale italiano è sceso sotto lo 0,6%. Dopo Milano, la migliore è Madrid che segna +1,3%. Positive anche Londra (+0,6%) Parigi (+0,5%) e Francoforte (+0,7%). In forte rialzo anche le banche con Intesa a +6,3% e Unicredit +5,6%.

Chi è Mario Draghi

Ma chi è l’uomo che salvò l’Europa e che ora è chiamato a risollevare le sorti politiche italiane? Il suo nome ha attraversato fin dall’inizio il confronto e il dibattito che si è aperto con le dimissioni del premier Giuseppe Conte, tanto da essere considerato da subito l’ultima carta prima delle elezioni per affrontare le difficoltà sanitarie, sociali ed economiche provocate dal Covid. E – non ultimo – vincere la sfida che il Paese deve gestire con i fondi europei.

L’impegno alla Bce

Una biografia, quella di Super Mario, di tutto rispetto. Laurea alla Sapienza e master al Mit di Boston, Draghi è stato direttore generale del Tesoro – con il ministro Carlo Azeglio Ciampi – dove ha gestito la stagione delle privatizzazioni. Una breve parentesi a Goldman-Sachs e poi ha ricoperto il ruolo di governatore della Banca d’Italia, una carica che l’ha catapultato negli snodi internazionali del Financial Stability Board e nella Bce come membro del consiglio.

Ma per tutti – evidenzia Ansa – Mario Draghi è l’uomo che ha salvato l’Europa quando nel 2011 ha visto coagularsi sulla sua candidatura anche il consenso dei Paesi più attenti ai conti pubblici, Germania compresa. Il suo debutto è stato fulminante con il ‘whetever it takes’, tre parole in inglese (“tutto ciò che serve”), in grado di fermare i mercati e di fare da scudo ai Paesi in tensione per l’andamento dei tassi sui titoli di Stato.

Parole alle quali sono seguiti fatti, in un’accorta gestione di parole e decisioni, culminate nel quantitative easing: l’impegno della Bce – e delle banche centrali dei diversi Paesi europei – a sostenere i loro titoli sul mercato.

Super Mario e il Covid

“Ci troviamo di fronte a una guerra contro il coronavirus e dobbiamo muoverci di conseguenza”, ha detto rompendo il silenzio dopo l’uscita dalla Bce con un intervento pubblicato lo scorso marzo sul Financial Times. “Il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile”, ha quindi aggiunto.

Quest’estate il suo intervento per focalizzare l’attenzione sui giovani, chiedendo ai Paesi di intervenire per garantire liquidità alle imprese e sostenere i redditi, anche a discapito dell’aumento del debito.

L’ultimo messaggio a dicembre, sulla sfida che l’Italia deve ora affrontare, quella del Recovery Fund. “La sostenibilità del debito pubblico in un certo Paese sarà giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation Eu”, una frase accompagnata da un monito aiPaesi sull’utilizzo delle risorse: “Se saranno sprecate il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita”.

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