Come cambia la vita con il Coronavirus

Stili e tendenze modificate a causa della pandemia: ecco perchè le nostre vite non saranno più le stesse

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:06

Peggiorate le condizioni di lavoro, la difficoltà di conciliarlo con la vita familiare. Peggiorato lo stipendio e i rischi per la salute. E’ questo il parere di un terzo degli italiani contattati dall’osservatorio permanente sul mutamento sociale del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca. Il quadro tracciato dall’indagine non finisce qui: meno soddisfacenti anche le condizioni di salute fisica e mentali, le relazioni amicali, il tempo libero e la situazione finanziaria.

Insomma tutto sembrava andare meglio prima della pandemia e del lockdown. Ma non tutto è perduto: due italiani su tre sono convinti che si possa imparare qualcosa di positivo da questo emergenza.

I dettagli della ricerca

L’indagine riguarda il periodo tra aprile e agosto 2020 e sono state coinvolte 950 persone. Si tratta di un gruppo soluzione per un progetto di Ita.li – Italian Lives, ossia una ricerca sui corsi di vita in Italia, finanziata dal ministero dell’Università mediante i fondi dei Dipartimenti di eccellenza, che l’istituto Iassc sta conducendo in collaborazione con l’Istat e l’ipsos. 

Come sono cambiati gli stili di vita

Lieve peggioramento delle condizioni generali di salute, in particolare l’incremento dei disturbi del sonno: le persone che dichiarano di sentirsi calme e serene nella maggior parte del tempo sono scese dal 75,6% del campione prima della pandemia al 65,3%. Momenti di tristezza riguardano quasi la metà della popolazione (44,3%) e non più solo un italiano su quattro come nel periodo precedente l’emergenza sanitaria. Ci sono più insonni: passano dal 25,6% del pre-coronavirus al 54,1%. 

Aumentano le dipendenze

Un italiano su cinque ha iniziato o ricominciato a fumare o fuma più di prima, anche se il 15,2 % lo fa di meno. Tendenza opposta in ambito di consumo alcolici: è diminuito per un quinto del campione (19,4%), aumentato per circa un decimo (11%). 

La lista delle cose che non vanno

In ambito lavorativo, i punti critici segnalati sono l’aumento dell’intensità del lavoro, dei rischi per la salute e del conflitto percepito tra impegni professionali e familiari.

Per circa un terzo degli italiani, la qualità del lavoro è peggiorata, soprattutto per chi è in possesso di un titolo di studio universitario.

Quanto alla qualità della vita, diminuisce in diversi ambiti il livello di soddisfazione che era stato registrato prima dell’emergenza: relazioni familiari, amicali, tempo libero e situazione finanziaria.

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