Centro America messo in ginocchio dalla tempesta Nate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:58

Continua ad accrescersi il bilancio delle vittime della tempesta tropicale Nate: secondo gli ultimi dati, sarebbero almeno 22 le persone rimaste uccise dalla furia dei venti, imperversati con violenza sulle coste di Nicaragua, Honduras e Costa Rica. Tutti e tre i Paesi coinvolti hanno dichiarato lo stato di emergenza, arrivando a contare un numero complessivo di dispersi che supera le 20 persone. In ginocchio la Costa Rica, con oltre 400 mila persone prive di acqua e altre migliaia costrette ad abbandonare la propria casa, stando a quanto riportato dalla Bbc. La tempesta, secondo gli esperti, manterrà tale denominazione ancora per poche ore: i venti dovrebbero infatti crescere di intensità fino a diventare un uragano di categoria 1.

Da tempesta a uragano

Il fronte della tempesta, dopo aver martoriato l’America centrale, sembrerebbe in procinto di dirigersi verso gli Stati Uniti, dove dovrebbe arrivare domenica. Le autorità locali hanno già messo in allarme gli abitanti del territorio compreso tra la Florida e il Texas, allertati sulle concrete possibilità che la tempesta cresca di potenza. Alcuni meteorologi hanno sostenuto che Nate potrebbe essere addirittura, per intensità, la terza più violenta sulla costa dall’inizio dell’anno. Il passaggio da tempesta a uragano dovrebbe avvenire proprio in questa fase di spostamento dalla parte sud a quella nord del Golfo del Messico.

Allarme negli Usa

Torna dunque l’allarme negli Usa, reduci dalle devastazioni degli uragani Irma e Maria, abbattutisi sui Caraibi e sulle coste orientali degli States in rapida successione nel mese di settembre. Particolarmente alta l’attenzione proprio in Texas e in Florida: nello Stato di Austin, ad agosto, si erano registrati danni enormi portati dai venti di Harvey, il quale aveva provocato 83 morti e oltre 70 miliardi di dollari in devastazioni. Altrettanto disastroso è stato l’uragano Irma (124 morti) che, a inizio settembre, ha messo in ginocchio l’arcipelago caraibico e provocato l’inondazione di Miami, centro più importante della Florida, sommerso dalle acque dell’Oceano Atlantico, gonfiate dalla forza del vento.

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