Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato: l’installazione choc dei frati di Assisi (VIDEO)

Il progetto "Eldorato", l'installazione choc dei frati di Assisi, sarà visibile il 26 e il 27 settembre alla basilica di San Francesco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:31

Migranti che sbarcano, impauriti e infreddoliti, avvolti nelle coperte termiche di quel colore oro che quasi contrasta con la povertà e la disperazione di chi le porta sulle spalle. Immagini queste che abbiamo visto centinaia di volte nei telegiornali, sui quotidiani. Questa volta, in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato le vedremo sulle porte della basilica superiore di San Francesco: oltre venti metri di coperte termiche, dal forte valore simbolico ed evocativo, per i pellegrini che arrivano alla basilica del Poverello di Assisi e che servono a sensibilizzare tutti sull’emergenza migranti.

L’iniziativa dei frati di Assisi

Dare un’aiuto concreto a favore del problema dei migranti non è una cosa semplice, ecco perché il progetto artistico “Eldorado” di Giovanni de Gara è un inaspettato evento che è stato accolto benevolmente dalla maggior parte delle persone. Verrà infatti dato il via a questa iniziativa ad Assisi il 26 settembre e sarà visibile fino al 27. Questa installazione sarà sicuramente utile per far riflettere le persone sull’urgenza di andare oltre ai limiti che ci imponiamo e costruiamo nei confronti di chi sfugge alla conformità. ll progetto “Eldorato”, il cui lungo viaggio ha preso il via nel giugno del 2018 dalle porte dell’Abbazia fiorentina di San Miniato al Monte, arriva ad Assisi dopo aver fatto tappa sulle porte di settanta chiese cattoliche, valdesi, metodiste e luterane e di alcuni luoghi comunitari simbolici come il Maschio Angioino e il Palazzo delle Aquile.

Le parole di Padre Enzo Fortunato

“Le due porte della basilica superiore – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato – saranno rivestite ‘d’oro’ con le coperte termiche in cui vengono avvolti uomini, donne e bambini che, stremati dalla loro odissea per mare e per terra, approdano nella ‘terra dell’oro’ in cui sperano di trovare pace, fraternità e un futuro migliore. San Francesco – conclude padre Enzo – si sarebbe avvolto in questi teli accogliendo la sofferenza e la disperazione di chi fugge da una morte certa”

Con Papa Francesco

L’iniziativa accoglie l’esortazione di Papa Francesco che – in occasione della Giornata Mondiale del Migrante – ha chiesto che “la pandemia non faccia dimenticare gli sfollati. Una tragica condizione, spesso invisibile, quella degli sfollati. Nei loro volti si riflette quello di Gesu’ profugo”. Il Papa chiede di non dimenticare tutti coloro che vivono esperienze di precarietà, abbandono, emarginazione e rifiuto e che, proprio come accadde a Gesù, sono costretti a fuggire. Un numero enorme quello degli sfollati nel mondo: si parla di un numero tra 40 e 50 milioni di persone che fuggono da guerre, conflitti, disastri ambientali e ora anche dalla pandemia. Proprio nel cuore dell’emergenza mondiale da Coronavirus papa Francesco, il 27 marzo scorso, in una piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia, esortò tutti a trovare il coraggio di  “aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà». L’installazione di Assisi si rivolge alla nostra coscienza e ci chiede se vogliamo davvero aprire il nostro cuore alla solidarietà o vogliamo voltarci dall’altro lato.

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