Scicluna: “Grazie a chi ha chiesto di essere ascoltato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:05

E'iniziato a Santiago del Cile la prima giornata di audizioni per mons. Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e presidente del Collegio per l’esame di ricorsi (in materia di delicta graviora) alla Sessione ordinaria della Congregazione per la dottrina della fede, che per volere di Papa Francesco è stata chiamata a raccogliere ulteriori pareri e testimonianze sul caso di mons. Juan de la Cruz Barros Madrid, vescovo di Osorno. Come riprota il Sir, il presule maltese ha incontrato i giornalisti nella sede delle Opere missionarie pontificie, all’interno degli spazi della Nunziatura apostolica, leggendo un comunicato. 

Il saluto del Papa

Nel ringraziare i giornalisti presenti, il vescovo ha specificato: “Sono venuto in Cile inviato da Papa Francesco per raccogliere informazioni utili a riguardo di mons. Juan Barros, vescovo di Osorno. Desidero manifestare il mio ringraziamento alle persone che si sono rese disponibili a incontrarsi con me nel corso dei prossimi giorni. Ringrazio anche il personale della Nunziatura per la sua accoglienza e collaborazione e in particolare mons. Ivo Scapolo, nunzio apostolico in Cile”. E ha concluso: “Il Santo Padre, che ancora ricorda con emozione la calorosa accoglienza ricevuta nel suo recente viaggio in questo Paese, trasmette un saluto affettuoso, accompagnato da una speciale benedizione a voi presenti e a tutto il popolo cileno”.

Puntualizzazioni

Successivamente, il portavoce della Conferenza episcopale cilena, Jaime Coiro, il quale ha puntualizzato che queste sono per mons. Scicluna giornate di “lavoro inesausto” e di autentico ascolto delle persone. Ha spiegato che l’incaricato del Papa è disponibile a raccogliere testimonianze anche dopo la sua partenza, che avverrà venerdì. Non saranno rese note le identità delle persone ascoltate e i colloqui avvengono in assoluta riservatezza.

La visita

Nei giorni scorsi, la Conferenza episcopale cilena (Cech), ha reso noti alcuni particolari rispetto alla presenza in Cile di mons. Charles Scicluna, chiamato a raccogliere ulteriori pareri e testimonianze sul caso vescovo di Osorno, contestato da tempo nel suo Paese da laici e religiosi che chiedono le sue dimissioni per essere stato a conoscenza di abusi nell’ambito dello “scandalo Karadima”. La Cech, nel comunicato, informa che mons. Scicluna è arrivato in Cile il 19 febbraio, e che già dal 20 è iniziata la sua attività di ascolto di coloro che hanno manifestato la volontà di fornire nuovi elementi di conoscenza riguardo alla situazione del vescovo di Osorno. L’arcivescovo continuerà ad ascoltare i testimoni fino a venerdì prossimo, in locali messi a disposizione dalla nunziatura apostolica. Nella nota si precisa che, “al fine di facilitare la realizzazione dell’incontro, la nunziatura apostolica in Cile, d’accordo con mons. Scicluna, ha fatto sapere a coloro che hanno chiesto di essere ascoltati di far arrivare previamente una relazione scritta, nella quale siano evidenziati gli elementi interessanti da esporre durante l’audizione personale. I documenti saranno consegnati a mons. Scicluna, nel rispetto del loro carattere riservato”. La Conferenza episcopale ha specificato che alcune persone hanno chiesto di mantenere riservata la propria identità.

Il “grazie” dei vescovi cileni al Papa

I vescovi cileni hanno rivolto il proprio grazie a Papa Francesco, denotando nella sua scelta “un atteggiamento di vero ascolto e vicinanza verso la realtà e le sfide della società e della Chiesa cilena”. Nelle ultime ore, anche il ringraziamento “per la disponibilità di tutti coloro che hanno chiesto di incontrarsi con mons. Scicluna per presentare le loro testimonianze e a tutte le persone che liberamente si sono dichiarate disponibili a consegnare le proprie spiegazioni”.

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