Santa Teresina di Lisieux: a scuola dai piccoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:16

Era piccola Teresa di Lisieux, al punto che ancora oggi è conosciuta, nella religiosità popolare, come Santa Teresina. Piccola come il Bambin Gesù al Quale aveva consacrato la sua vita, modello di perfezione per lei che, sulla via della perfettibilità, non si è mai sentita. Il suo diario Storia di un'anima, tradotto in tutto il mondo, è pervaso da questo spirito poco indulgente, un occhio, semplice ma riflessivo, che sa scrutare nei meandri dell'anima, lì dove – come dirà la sua consorella Santa Teresa della Croce – si trova la “settima stanza”, la dimora dell'incontro con Cristo. Oggi le sue parole sono epigrafi di santità. Eppure, per capire la “ricetta segreta” di una vita beata andrebbe letta la storia della sua con gli occhi della Verità, perché dietro Santa Teresa, definita da papa Pio XI esperta della scienza dell'amore e nominata da papa Giovanni Paolo II Dottore della Chiesa, c'è la Teresina che implorò papa Leone XIII di entrare nell'Ordine Carmelitano “per salvare più anime possibili”. Ma, soprattutto, c'è la piccola donna che, grata delle prove superate durante l'infanzia – un grave esaurimento nervoso e la morte prematura della madre – santificò tutti i giorni della sua vita a Cristo sul modello della Via Crucis.

Il Carmelo come il deserto

Nella sua vita, il Carmelo di Lisieux divenne il deserto dei padri eremiti. Nonostante gli agi della società approdata alla Prima Rivoluzione Industriale, Teresa vive con l'approccio mistico dei primi cristiani. Ecco, dunque, che il pensiero di canzonare le consorelle o la noia delle faccende domestiche cui era sottoposta diventano tentazioni pari a quelle patite da Cristo nel deserto. La sua spiritualità nasce e vive nel fuoco di comunione con Cristo, una comunione non proclamata, né manifestata: Teresa “la piccola” ha sofferto duramente. Nata ad dolendum si direbbe e, con lei, si fa strada l'idea che non si può amare senza soffrire, e viceversa. Per Teresa, il dolore è la croce, finanche la morte, che diventa quel giogo dolce che allontana quella vera, la morte secunda dell'anima. Teresina ha dedicato una vita a salvare le anime: lo ricorda Papa Francesco, che menziona l'episodio del prigioniero che si riconcilia a Dio prima del patibolo grazie alla sua dedizione. Il suo insegnamento non è quello di un saggio che ha pensato il dolore e la morte, è quello di una santa che li ha vissuti fino in fondo. Consapevole di puntare a modelli “troppo alti” come Santa Teresa d'Avila, Teresa ha compreso che la misericordia di Dio è tale perché tocca proprio i miseri: “Le tue braccia, o Gesù, sono l'ascensore che mi deve innalzare fino al cielo! Per questo io non ho affatto bisogno di diventare grande; bisogna anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più”.

La riflessione di don Oreste Benzi

Così scrisse di lei, il Servo di Dio, don Oreste Benzi, fondatore dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII: “All'età di 14 anni, Santa Teresina del Bambin Gesù viene a sapere di un criminale condannato alla ghigliottina e impenitente. “Volli ad ogni costo impedirgli di cadere nell'inferno” scrive nel suo diario. Lei, dal Carmelo di Lisieux, vuole dal Signore la conversione di quell’uomo, a tutti i costi: “Pago io per il suo peccato”.
Cosa stava avvenendo nel Corpo Mistico di Cristo? Voi sapete che nella Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, noi siamo uniti gli uni gli altri come i vasi comunicanti. Teresa, offrendosi in sacrificio di espiazione, ha come attirato su di sé tutti i peccati che erano “abbarbicati” su quell’uomo; così la sua vita si é come sbloccata, liberata, mentre il peccato di lui Teresa l'ha bruciato nel suo amore, amore espresso dalla sua sofferenza, dalla sua fatica, dalla sua penitenza. Ciò che espia il peccato del mondo non è però la sofferenza in sé, ma l’amore; è l’amore che brucia il peccato dell’altro. E quando c’è la crocifissione, quando c’è lo spargimento di sangue, l’amore si esprime al massimo, perché lì raggiunge la sua pienezza, consumandosi per l’altro.
Proprio mentre il tuo amore si consuma, brucia, quasi si accende in un fuoco alimentato da tanta sofferenza, tu all’interno del Corpo Mistico di Cristo attiri su di te il peccato dell'altro, come un centro magnetico, così che l’altro di nuovo è libero di essere invaso dalla grazia di Dio”.

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