L'innovazione diventa impresa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:48

L'economia parla sempre più l'esperanto della tecnologia. Agli accordi per l'innovazione il provvedimento governativo Industria 4.0 dedica la parte operativa più importante del provvedimento legislativo. “Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di servizi all’industria e attività di ricerca – si legge nel testo messo a punto dal ministero per lo Sviluppo economico -. Le imprese possono presentare progetti, anche in forma congiunta tra loro e con organismi di ricerca, finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al miglioramento di prodotti, processi o servizi esistente”. E' il Programma quadro dell'Ue per la ricerca e l'innovazione in vigore fino al 2020 a indicare gli ambiti e cioè tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate”.  I progetti di ricerca e sviluppo devono prevedere spese e costi non inferiori a 5 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione del progetto al ministero dello Sviluppo economico. Il dicastero, poi provvede ad avviare la fase di interlocuzione con le regioni e le province autonome e a valutare la validità strategica dell’iniziativa proposta analizzando, in primo luogo, la rilevanza dell’iniziativa sotto il profilo degli sviluppi tecnologici e del grado di innovatività dei risultati attesi. Per sperimentare e rafforzare le applicazioni concrete della nuova economia 4.0 Roma il prossimo mese ospiterà Maker Faire 2019 la principale fiera europea dell'innovazione.  

Inversione di marcia

Ad aprire la “tre giorni”, presentata oggi al Tempio di Adriano dal sottosegretario dello Sviluppo economico Alessandra Todde e il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, la visita delle scolaresche da tutta Italia (attesi 30 mila studenti) ai sette padiglioni a tema su una superficie espositiva di oltre 100 mila metri quadri. Il curatore è Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, indicato dal settimanale “The Economist” come uno dei fautori della “nuova rivoluzione industriale” messa in atto dal movimento Maker. “La fiera è testimonianza di come la creatività, il lavoro e la forza delle idee siano capaci di generare nuovi modelli produttivi fondati su singole iniziative e progetti brillanti – spiegano gli organizzatori -. La città di Roma si conferma, per il settimo anno consecutivo, polo attrattivo di nuove idee, contenuti e modelli economici: oltre mille progetti provenienti da oltre 40 nazioni sono arrivati dalle varie call e oltre 600, dopo attenta selezione, verranno esposti in fiera”. Sarà in particolare affrontata la questione dell’economia circolare e, in particolare, la bioeconomy, il greenbuilding, il greentech: decine di aziende innovative e di esperti del settore dimostreranno concretamente come coniugare impresa, manifattura e sostenibilità esponendo prodotti,  progetti e tecnologie “per dimostrare la concreta possibilità, da subito, di una radicale inversione di marcia sul fronte della riduzione delle emissioni climalteranti, dell’adozione convinta dell’economia circolare, della sostituzione dei principali materiali inquinanti con quelli biocompostabili”.

Programma Apollo

Verranno esposte anche le tecnologie per l’educazione e la formazione con la partecipazione di Loredana Bessone, responsabile degli addestramenti in grotta degli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea. L’obiettivo è creare un network strategico che permetta uno scambio diretto di best practices fra formatori, ricercatori, aziende, studenti e più in generale tra le figure chiave nel mondo della formazione. Tra gli esperti anche Bruno Siciliano, docente di Robotica e direttore del Centro Icaros dell’Università di Napoli “Federico II”. Startup e i centri di ricerca più creativi, precisano gli organizzatori, potranno offrire le loro soluzioni incontrando le aziende più grandi, che invece cercano innovazione per migliorare la propria posizione competitiva. Tra le attrazioni i “Graffiti for Smart Cities”, un progetto che nasce dell’idea di installare mosaici intelligenti nelle più grandi città del mondo. E il programma Apollo verrà celebrato con l’esposizione di un campione di roccia lunare offerto dalla Nasa e attraverso di attività interattive. Il pubblico potrà anche decidere le prossime illuminazioni natalizie della capitale contribuendo al un progetto di illuminazione artistica.

Carbon neutral

Per tre giorni Roma sarà il vivaio dell’innovazione mentre avanza l'industria 4.0 ed è record, a livello globale, di robot collaborativi. Secondo l'ultimo World Robotics Report dell’International Federation of Robotics, i nuovi bracci cobot installati nel 2018 sono stati 14.000, facendo registrare un incremento del 23% in un anno. E l'orizzonte è destinato ad allargarsi visto che, secondo le stime nei prossimi tre anni i robot collaborativi raddoppieranno. Dal 18 al 20 ottobre torna a Roma “Maker Faire”, fiera dell’innovazione tecnologica. Un’edizione, la settima, carbon neutral e con il 100% di energia elettrica rinnovabile. Tra i temi: economia circolare, robotica, intelligenza artificiale, IoT- Internet delle cose, tecnologie per l’educazione e la formazione, spazio, tecnologia nell’arte contemporanea. “Maker Faire è una grande piattaforma e un grande momento di networking dove l’innovazione dall’alto si incontra con l’innovazione dal basso – afferma Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma -. Un luogo dove la tecnologia è alla portata di tutti e l’interazione è la caratteristica principale. Un’occasione di incontro, formazione e business”. La grande questione dell’economia circolare e, in particolare, la bioeconomy, il greenbuilding, il greentech sono temi quanto mai attuali a cui la Mfr dedica già dalla scorsa edizione un intero padiglione: decine di aziende innovative e di esperti del settore dimostrano concretamente come coniugare impresa, manifattura e sostenibilità esponendo i loro prodotti, i loro progetti e le loro tecnologie. E quest’anno, la Maker Faire Rome farà un ulteriore salto di qualità visto che sarà il primo evento fieristico italiano a manifestare una concreta sensibilità per i cambiamenti climatici attraverso l’adozione di un approccio carbon neutral, oltre che plastic free. L’intento è di iniziare un percorso virtuoso, difficile e impegnativo, che possa ridurre l’impatto ambientale della Fiera trasformandola in un evento di grande valore ambientale, oltre che tecnologico. Saranno, infatti, compensate tutte le emissioni di gas serra generate nei giorni di apertura attraverso la piantumazione del bosco Maker Faire realizzato grazie alla collaborazione con la start up zeroCO2, i cui alberi saranno singolarmente tracciati con un code e un sistema di  georeferenziazione.  

Arte e scienza

Uno spazio sarà dedicato a sei designer che uniscono qualità di prodotto, ricerca e sperimentazione, utilizzando materiali innovativi e di alta qualità: dalle polveri di marmo al legno, pellami di recupero provenienti dall’industria ittica alimentare come la pelle di salmone, materie prime rinnovabili di origine vegetale e microfibre certificate di ultima generazione, tessuti tecnici dalle alte prestazioni ottenuti dalla rigenerazione di rifiuti come reti da pesca e plastica abbandonati nell’oceano. Un ruolo avrà anche l’arte contemporanea attraverso una successione d’installazioni interattive lungo il percorso della manifestazione: intelligenza artificiale, robotica, sound art, videoarte e “pop up art”, cioè happening in grado di “spiazzare” continuamente lo spettatore. Gli artisti avranno la possibilità di collaborare con le aziende del settore tecnologico creando un connubio tra arte, scienza e innovazione tecnologica. Il pubblico della fiera potrà accedere a un servizio di consulenza, strutturato in “sportelli” tematici, a cui porre quesiti sulle  nuove tecnologie digitali. Si potrà sperimentare anche lo sviluppo tecnologico dell’attività sportiva in campo agonistico e amatoriale. Nei 300 metri quadri del padiglione 6 si potranno provare le innovazioni che, nel campo dei materiali, delle misurazioni e della salute, modificano la prestazioni, la diffusione e la cultura sportiva. Si potrà anche giocare utilizzando le tecnologie su un campo di calcio due contro due, uno di streetball, una pista da sprint con blocchi e telemetria e un angolo ring da pugilato dove allenarsi con un “sacco smart” capace di valutare ogni colpo.

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