Il Papa ha ricevuto padre Carlassare, il vescovo che fu ferito in Sud Sudan

Originario di Schio (Vicenza), padre Christian Carlassare, 44 anni, è il più giovane vescovo italiano nel mondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:32
Padre Christian Carlassare, vescovo eletto di Rumbek (Sud Sudan) ferito in ospedale

Papa Francesco ha incontrato oggi in Vaticano padre Christian Carlassare, vescovo eletto di Rumbek (Sud Sudan). Il missionario italiano sarà consacrato vescovo il 25 marzo.

I conflitti in Sud Sudan

Il Sudan del Sud è diventato uno Stato indipendente dal Suda – nel centro-est dell’Africa – il 9 luglio 2011, a seguito di un referendum passato con il 98,83% dei voti. Si tratta di un paese membro delle Nazioni Unite, dell’Unione africana e dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo. Nel luglio del 2012 il Sudan del Sud ha firmato le convenzioni di Ginevra. Nel dicembre del 2013 è scoppiato un conflitto etnico tra le forze governative del presidente Kiir, di etnia dinka, e quelle fedeli all’ex vicepresidente Machar, di etnia nuer, che ha causato la morte di migliaia di civili.

Il ferimento di Padre Carlassare in Sud Sudan

Padre Carlassare era stato gravemente ferito alla fine di aprile dello scorso anno e per questo la sua ordinazione episcopale, prevista per maggio 2021, era stata rinviata. Originario di Schio (Vicenza), 44 anni, è il più giovane vescovo italiano nel mondo. La diocesi di Rumbek, dalla morta di mons. Cesare Mazzolari nel 2011, era rimasta sede vacante. In questo anno la diocesi di Rumbek è stata retta da un amministratore apostolico.

“Nella notte abbiamo appreso dell’attentato ai danni del neo-eletto vescovo della diocesi di Rumbek p. Cristian Carlassare. Il missionario comboniano è stato immediatamente trasportato all’ospedale di Juba”, riferiva l’agenzia Fides. “P. Cristian è stato picchiato, insieme alla suora che era con lui, poi gli hanno sparato quattro proiettili alle gambe. Stando alle prime notizie l’attentato era pianificato pare per spaventarlo in modo che non venga consacrato vescovo”. “Pregate non tanto per me ma per la gente di Rumbek che soffre più di me”, aveva scritto padre Christian Carlassare, dopo l’attentato.

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