Milano accompagna fratel Ettore verso l’onore degli altari

E' grazie a fratel Ettore che è nato il primo rifugio per l'accoglienza, in un tunnel sotto la Stazione Centrale di Milano. Una vita spesa per i più fragili come il confratello camilliano Leonardo Grasso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Milano

La città di Milano intitola un giardino a Fratel Ettore Boschini. Conosciuto semplicemente come Fratel Ettore. Religioso dell’ordine dei Camilliani di cui è stata aperta la causa di beatificazione. Resta indimenticabile a Milano l’impegno di Fratel Ettore. In favore dei poveri e degli ultimi. E’ grazie a fratel Ettore che è nato il primo rifugio per l’accoglienza. In un tunnel sotto la Stazione Centrale. Milano gli dedica un luogo molto conosciuto in città come il giardino posto in viale Stelvio all’angolo di via Paolo Bassi. Prospicente alla Clinica Pio X. Finora denominato solo Parco Viale Stelvio. Affinché la città di Milano possa ricordarlo come merita.Milano

Apostolato a Milano

Raccontava così la sua conversione fratel Ettore: “Incontrai in una strada in salita un vecchio. Vestito con una tonaca nera. Con una croce rossa all’altezza del cuore. Sulle spalle portava un bidone di latta. Se ne serviva per riporvi quanto riceveva in carità dai pastori delle baite della montagna. Mi fermai, iniziammo a parlare e fu molto paterno. Mi salutò con una benedizione. Era fratel Coser. Il primo Camilliano che avessi visto in vita mia“.Milano

Come il confratello martire

Fratel Leonardo ha dedicato la sua vita ai più fragili a Milano. Proprio come ha fatto nel Catenese il suo confratello camilliano Leonardo Grasso, “missionario martire nelle periferie esistenziali”. Lo ricorda così  Fratel Carlo Mangione, religioso camilliano. Direttore generale dell’ospedale “Santa Maria della Pietà” a Casoria. “Quattro mesi fa è stato ucciso un nostro confratello, fratel Leonardo Grasso. E’ stato inserito dalla Conferenza episcopale italiana fra i venti martiri missionari del 2020– spiega a Interris.it fratel Carlo Mangione in rappresentanza di tutti i religiosi Camilliani (i “ministri degli infermi”)-. La giornata Cei nella quale è stato commemorato con gli altri missionari uccisi si è svolta il 24 marzo“. L’ufficio Missio della Conferenza Episcopale Italiana ogni anno ricorda chi ha dato la vita per testimoniare il Vangelo.

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