In Pakistan il grido della Chiesa contro le conversioni forzate

Appello al primo ministro: proteggere le minoranze religiose dalle conversioni forzate. Sos del cattolico pakistano Peter Jacob, direttore della Ong Center for Social Justice (Csj)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Pakistan

Stop alle conversioni forzate. Il cattolico pakistano Peter Jacob, direttore della Ong Center for Social Justice (Csj) esorta il presidente della Corte suprema del Pakistan a sensibilizzare la magistratura sulla questione delle conversioni forzate.

Sos conversioni forzate

“Il fenomeno delle conversioni forzate in atto minaccia la libertà religiosa. La libertà di coscienza. Nonché il pluralismo religioso in Pakistan. Si registrano centinaia di casi di conversioni forzate di ragazze minorenni indù e cristiane. Convertite con forza all’Islam e sposate con uomini musulmani che hanno il doppio della loro età. Per questo chiediamo un deciso intervento del governo del Pakistan. Che coinvolga poi anche il Parlamento e la magistratura”, dichiara la conferenza di Lahore intitolata “Protezione dalle conversioni forzate“. Vi hanno preso parte centinaia di persone attraverso il collegamento online, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides. Dall’anno 2013 al 2020 si sono registrati ufficialmente 162 casi di donne indù e cristiane. Sequestrate e convertite e sposate con la forza nelle province di Punjab e Sindh.Conversioni forzate

Vulnerabilità

Questi dati mostrano la vulnerabilità delle donne appartenenti alle minoranze religiose. Nessuna provincia del Pakistan è stata immune da questo abuso. Il 46% delle donne convertite aveva meno di 18 anni, il 16% aveva più di 18 anni. Mentre per il resto dei casi non si menziona l’età. Le donne costrette a convertirsi all’Islam sono 88 donne indù e 72 donne cristiane. La provincia del Punjab ha il maggior numero di conversioni forzate con 84 casi complessivi. Seguita dalla provincia del Sindh con 71 casi. Vi sono molti casi che non vengono denunciati.

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