In India la Chiesa soccorre le vittime del Covid

Numerose diocesi indiane sono destinatarie degli aiuti del fondo delle Pontificie opere missionarie (Pom) per l’emergenza Covid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Volontariato

Gli aiuti del fondo di emergenza Pom sono stati inviati a diverse circoscrizioni ecclesiastiche dell’India. Le Pontificie Opere Missionarie sostengono la diocesi di Daltonganj. Per contribuire all’acquisto e alla distribuzione di kit per i bambini e alle spese correnti di 23 parrocchie.

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Donna indiana

In aiuto dell’India

Sono state destinate risorse anche alla diocesi indiana di Khunti per le attività di formazione, incontri e seminari. Alla diocesi di Jalpaiguri per la formazione online. Alla diocesi di Baruipur per sostenere le famiglie più bisognose e vulnerabili. All’arcidiocesi di Patna e alla diocesi di Kohima per affrontare le diverse necessità in cui si trovano a seguito della pandemia. Alla diocesi di Purnea per sostenere le attività educative. Alla diocesi di Aizawl per la formazione professionale dei giovani tribali.

Vulnerabilità

Nel tempo della pandemia di Covid-19, la Chiesa in India ha raggiunto e assistito diversi milioni di persone. Soprattutto i più poveri e quanti si trovavano in condizione di vulnerabilità. I cristiani indiani, riferisce Fides, hanno risposto con generosità e impegno all’emergenza. Nonostante la loro consistenza numerica, il 2,5% su una popolazione di un miliardo e trecento milioni di abitanti.

Aiuti delle Chiesa ai nuovi poveri

Come altrove nel mondo, in India il lockdown imposto per contenere la diffusione del virus, ha comportato la perdita di lavoro e dei mezzi minimi di sussistenza. Ciò è accaduto per un gran numero lavoratori, migranti e poveri, che ne hanno sofferto in misura maggiore. Migliaia di migranti si sono trovati all’improvviso bloccati nelle diverse zone del paese in cui erano, senza cibo né riparo. Le parrocchie e le comunità religiose si sono mobilitate per raccogliere donazioni e fondi. Da distribuire attraverso pasti quotidiani e beni essenziali, a migliaia di persone. E cioè famiglie intere, anziani, poveri, malati, tribali, migranti, ragazzi di strada, senzatetto e persone vulnerabili.

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