I “confini” al centro del Genfest 2018

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:39

L'Europa è alle prese con le divisioni e le crisi legate alla gestione della crisi dei migranti ma il tema è estremamente caldo anche per molti altri Paesi: dalla Giordania, che ha deciso di chiudere i confini ai profughi siriani, agli Stati Uniti, alle prese con i flussi provenienti da Sud e con le polemiche per la separazione dei figli dai genitori migranti. Argomento talmente importante a livello planetario che gli organizzatori del Genfest, l’incontro mondiale dei giovani dei Focolari in programma da venerdì a domenica a Manila (Filippine), hanno scelto di discutere proprio di confini personali, sociali, politici e come superarli. L’evento, che sarà trasmesso in diretta streaming, si intitola proprio “Beyond all borders” (Oltre ogni confine).

Cambiare prospettiva

Difesa dei confini, respingimenti forzati, alleanze di stati per proteggere identità nazionali ed economie, quote umane per il controllo dei flussi migratori. Cosa c’è dietro quelle che sono diventate le parole-chiave di questi ultimi giorni? “Spesso è la paura la madre di ogni steccato e atteggiamento protezionistico – spiega Maria Voce, presidente dei Focolari – Eppure per i giovani questa non sembra essere la soluzione definitiva. Credono invece che i confini siano orizzonti, punti di partenza, diversità di cui arricchirsi”. La prospettiva da cui i giovani dei Focolari intendono affrontare questo argomento così delicato, spinoso e complesso è quella di un cambiamento, certamente coraggioso, con cui guardare popoli, culture ed economie; un capovolgimento necessario, dicono, in questi tempi di esasperazione dei particolarismi e chiusure sociali.

Prima volta lontano dall'Europa

Il Genfest nacque nel 1973 da un’idea di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari. L’appuntamento, a cadenza variabile, raccoglie da 45 anni decine di migliaia di giovani da tutti i continenti, e diversi altri milioni ne coinvolge via satellite e via internet. Sono giovani dai 18 ai 30 anni, diversi tra loro per nazionalità, etnia, cultura, convinzioni e credo religioso, accomunati da un sogno che si fa programma di vita concreto: lavorare per costruire un mondo unito. Un obiettivo trasversale alle generazioni che si sono succedute in questi anni e che l’hanno declinato e attuato, guardando in faccia alla storia, ai drammi e ai bisogni dei propri popoli. Il Genfest giunge quest’anno alla sua undicesima edizione e per la prima volta si terrà fuori dall’Europa, nella capitale filippina. Sono attesi 6.000 giovani da tutto il mondo, mentre altre migliaia partecipano alle 23 edizioni locali in corso. “Abbiamo scelto l’Asia perché nel mondo sei giovani su dieci vivono lì – spiega Kiara Lauren, filippina, dei Giovani per un Mondo Unito dei Focolari – Nonostante i problemi e il divario socio-economico, questo continente parla al mondo di speranza e di voglia di cambiamento. Non ci riconosciamo in questo contesto geo-politico internazionale che spesso sacrifica popoli interi a scapito di un élite. Vogliamo portare i singoli e le nostre nazioni a guardare fuori dal proprio perimetro personale, culturale, religioso, politico, per incontrare gli altri e lasciarsi contaminare dalla diversità. Il Genfest sarà un laboratorio unico al mondo: chi entrerà troverà gli strumenti per poter operare un cambio in sé stesso e nel proprio ambiente, per passare – come ha invitato recentemente papa Francesco a Loppiano – dall’io al noi”.

Il programma

Largo spazio avranno le testimonianze: l’impegno congiunto di giovani statunitensi e messicani sulla frontiera dei loro paesi; gesti di aiuto e riconciliazione in situazioni di conflitto in Africa e Medio Oriente, attività di supporto alla popolazione in campi profughi e accoglienza nelle città, l’impegno per un nuovo modo di fare politica, il dialogo tra religioni diverse. Nel pomeriggio del 7 luglio il Genfest propone l’azione “Hands for Humanity“: i ragazzi potranno scegliere tra 12 attività di solidarietà, accoglienza e riqualificazione urbana da svolgere in diversi punti di Manila. Lo scopo è sperimentare che i piccoli gesti possono cambiare la realtà attorno a sé, oltre a raccogliere idee esportabili e imitabili nei propri paesi. 

ExpLo e Forum

C’è poi la Explo, acronimo composto dalle parole “Exposition” e “Exploration”: si tratta di una mostra interattiva che conduce il visitatore attraverso un’esperienza sensoriale immersiva nella storia dell’umanità, raccontata dalla prospettiva della fraternità universale: “Non dunque la storia come la conosciamo – racconta Erika Ivacson, artista ungherese curatrice della mostra – fatta di guerre, conquiste, armistizi. Racconteremo invece ciò che ha permesso all’umanità di progredire dal punto di vista della pace, dell’amicizia tra persone, popoli e culture L’ultima tappa sarà interamente dedicata alla domanda: e io cosa posso fare?”. Saranno ben 110 i forum e workshop su temi chiave per la costruzione di società aperte e solidali: dalle tecniche di pulizia urbana e cura del territorio, alle forme di impresa sociale, alla gestione dei conflitti personali e politici, all’uso dei social media per la pace, e molto altro. A concludere l’evento interverranno Maria Voce e Jesús Morán, presidente e copresidente del Movimento dei Focolari.

Sarà possibile seguire la diretta streaming, trasmessa in inglese e con traduzioni in francese, italiano, portoghese e spagnolo, attraverso il sito dei Giovani per un Mondo Unito: http://www.y4uw.org/live. Orari della diretta streaming (ora di Manila, UTC/GMT +8 ore): 6 luglio: 16-18:30 e 20-21:45; 7 luglio: 17:45-18:45 e 20-21:45; 8 luglio: 10:30-13.

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